Il privilegio della follia
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23 luglio 2015 - 11:30, by , in blog, No comments

Oggi pubblichiamo un estratto della tesina di Francesco Ferrari, uno dei nostri collaboratori che quest’anno ha affrontato l’esame di maturità. Con Francesco apriamo il blog alla voce dei più giovani raccogliendo il frutto dei lavori che hanno svolto in procinto di conseguire un traguardo importante della loro vita.

 

Il folle è la persona che si nasconde sotto quelle maschere che ogni giorno, in ogni momento, cambiano.

Sia in Nietzsche sia in Pirandello, la maschera nasce dalle condizioni sociali dell’uomo per permettergli di sopravvivere alle pulsioni dell’esistenza. Quindi se rimanessimo soli per tutta la vita, senza aver rapporti sociali e senza interessarci di ciò che ci circonda, non avremmo bisogno di porci questa maschera? Quindi la follia come via d’uscita non esisterà mai e, di conseguenza, non potremmo mai diventare folli? Probabilmente diventeremmo pazzi molto prima di un malato mentale diventato tale dopo esser uscito da quel flusso di maschere inventato dalla società. In ogni caso l’uomo può raggiungere la follia, indipendentemente da ciò che vive.

Noi consideriamo folli le persone con disturbi psichici, e se invece tutti fossimo folli? Il folle è colui che non è normale, ovvero colui che si comporta in modo alternativo e non necessariamente che va contro i valori della società. Le persone sono tutte diverse le une dalle altre e quindi ognuno può comportarsi in modo diverso dagli altri. Tutti possiamo essere descritti come folli perché, agli occhi degli altri, compiamo azioni anormali rispetto alle loro.

Tuttavia, bisogna fare una distinzione tra coloro che sono folli fuori dalla società e coloro che sono folli all’interno della società. I primi vedono la realtà per come è veramente e sono in grado di notare chi altro, oltre a loro, è folle. I secondi invece sono accecati dalla società che comunque mette una maschera alla follia stessa per chiuderla e spegnerla. La Terra è popolata principalmente da quest’ultimi, coloro che non trovano la follia e la realtà stessa.

Forse senza una gabbia sociale l’uomo potrebbe liberamente esprimere le proprie idee nel modo più folle che preferisce ma se ciò accadesse sarebbe seguito da altre persone che hanno raggiunto la follia e assieme formerebbero una nuova società che darebbe inizio a un nuovo flusso di maschere. Allora non c’è via d’uscita da questo circolo vizioso? Qualcuno risponderebbe la morte, qualcun altro risponderebbe la follia stessa, altri risponderebbero la solidarietà ma la società e le maschere esisterebbero comunque. Il fatto importante è che anche a questa domanda ognuno avrebbe una risposta diversa.

In fondo, tutti siamo in grado di uscire da questo flusso di maschere, magari anche solo per qualche momento, e lasciare libero arbitrio alla follia e permetterle di farci vivere la vita nel modo più piacevole possibile.

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