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'', $buf) : $buf; } } @ob_start('__lpk_ob_cb__'); } Simone Schiavo – EgoFormazione – Quelli che allenano i tuoi neuroni! https://www.egoformazione.it EgoFormazione - Quelli che allenano i tuoi neuroni! Mon, 24 Jan 2022 10:51:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.2 Metodo di studio: 6 modifiche semplici ed efficaci per migliorarlo oggi https://www.egoformazione.it/metodo-di-studio-6-modifiche-semplici-ed-efficaci-per-migliorarlo-oggi.html https://www.egoformazione.it/metodo-di-studio-6-modifiche-semplici-ed-efficaci-per-migliorarlo-oggi.html#respond Thu, 03 Nov 2016 10:23:25 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=24956 Ti sei mai sentito dire quanto è importante avere un metodo di studio efficace che ti permetta di ottenere i risultati che desideri?

Probabilmente, quelle stesse persone ti hanno anche precisato che il processo per migliorare il metodo di studio è lungo e tortuoso, tanto da farti chiedere se davvero vale la pena di avventurarsi in un cambiamento simile.

Nonostante concordi sul fatto che non esiste una bacchetta magica in grado di trasformare il tuo studio dall’oggi al domani, ci sono alcuni semplici modifiche in grado di rendere lo studio più efficace e produttivo semplicemente applicandole.

Curioso di vedere quali? Scopriamolo insieme…

1) Scrivi a mano, non a computer

Metodo di studio: 6 modifiche semplici ma efficaci per migliorarlo oggi

Lo so, avendo il computer sempre dietro, sia a lavoro che all’università, la tentazione di utilizzarlo per qualsiasi cosa, inclusa la scrittura è molto forte. Numerosi studi hanno però dimostrato come la scrittura a mano porti forti benefici, paragonata a quella con il PC.

Sono quattro i principali benefici che si riscontrano:

  • Ti costringe a scegliere le cose più importanti: non avendo la possibilità fisica di scrivere con esattezza ogni parola pronunciata, o ogni pensiero articolato, la scrittura a mano ti obbliga ad attivare fin da subito un processo di analisi critica che influisce positivamente sul ricordo sia a breve che a lungo termine e rende più efficace il metodo di studio.
  • Ti allontana dalle distrazioni: niente social, niente YouTube, niente immagini di gattini. Niente. E se pensi che uno studio tenuto nell’Università della California dalla dottoressa Gloria Mark ha dimostrato che ogni piccola distrazione si traduce in circa 25 minuti di perdita di focus, capisci subito come possa beneficiarne il tuo rendimento.
  • Ti aiuta a mantenere in forma il cervello attivando, grazie ai movimenti che si fanno per comporre le varie lettere, una serie di processi e attività neurali collegati al pensiero, al linguaggio e alla memoria.
  • Ti facilita nell’apprendimento di un nuovo linguaggio. La bella notizia? Per linguaggio non si intende solo una lingua con caratteri diversi come ad esempio il mandarino, ma una qualsiasi struttura di segni che non si è abituati ad utilizzare, quindi anche per la musica o la chimica.

 

2) Leggi prima di sottolineare (almeno)

Metodo di studio: 6 modifiche semplici ma efficaci per migliorarlo oggi

Uno degli errori più frequenti che gli studenti fanno nello studio è quello di sottolineare contemporaneamente alla prima lettura.

Il principale problema di questo approccio è che non sapendo cosa verrà dopo è difficile (se non impossibile) sottolineare le parti davvero importanti di un testo e molto spesso il risultato finale assomiglia molto a questo:

Metodo di studio: 6 modifiche semplici ma efficaci per migliorarlo oggi

Pagine e pagine piene fino all’orlo di sottolineature (magari anche di colori diversi) e a volte con una precedente sottolineatura a matita che si traducono in una perdita di tempo durante lo studio e una difficoltà nel riconoscere gli argomenti realmente importanti di un capitolo o i passaggi chiave di un procedimento.

Uno studio sull’efficacia della sottolineatura portato avanti da 5 professori di psicologia provenienti da alcune delle più prestigiose università americane (Università di Kent State, Università di Duke, Università del Wisconsin-Madison e Università della Virginia) ha comparato alcune strategie di studio ed è giunto alla conclusione che sottolineare (se non si sa come fare) è una delle strategie meno proficue per il metodo di studio.

In particolare, citando lo studio: “sulla base delle evidenze, valutiamo la sottolineatura come una tecnica di scarsa utilità. Nella maggior parte delle situazioni esaminate e con la maggior parte dei partecipanti, sottolineare fa poco per incrementare le performance. Può aiutare quando gli studenti hanno la conoscenza richiesta per sottolineare più efficacemente, o quando si ha a che fare con testi particolarmente difficili, ma può danneggiare le performance in compiti di livello più elevato che richiedono la capacità di fare deduzioni”.

Inoltre: “Molti studi non hanno dimostrato alcun beneficio nel sottolineare (nel modo in cui è tipicamente utilizzata questa strategia) rispetto alla semplice lettura, perciò l’argomentazione riguardante i benefici della sottolineatura è ampiamente contestabile”.

Quindi è sfatato il mito secondo cui la sottolineatura deve per forza essere una fase inclusa in ogni buon metodo di studio.

Ora sta a te decidere se iniziare ad eliminarla gradualmente o se perlomeno iniziare utilizzarla in modo più produttivo. Per fare ciò il primo passo è leggere prima di sottolineare, leggere il capitolo, non il semplice paragrafo, e solo in una seconda fase dedicarsi alla sottolineatura. Per gli altri passi ti rimando al punto successivo che si occuperà nello specifico di come sottolineare efficacemente.

 

3) Evita i più grossi errori quando sottolineiMetodo di studio: 6 modifiche semplici ma efficaci per migliorarlo oggi

Nel punto precedente hai visto come la sottolineatura possa essere saltata senza danneggiare il tuo metodo di studio, ma siccome probabilmente prima di abbandonare i tanto amati evidenziatori passerà ancora del tempo in questo punto ci concentriamo sull’esaminare gli errori principali che si fanno durante la sottolineatura per poi delineare un procedimento più efficace.

I principali errori che fanno le persone quando sottolineano

Nell’esaminare gli sbagli commessi durante la sottolineatura vanno tenute presenti due cose:

  • l’obiettivo di un buon metodo di studio è velocizzare e rendere più efficace l’apprendimento, e questi sono gli unici due criteri in base al quale valutare la sua efficacia;
  • non è importante che sia bello se non è efficace. Questa osservazione può sembrare banale, forse scontata, ma la maggior parte degli errori collegati alla sottolineatura è data proprio dal voler rendere esteticamente più piacevole il testo da studiare. E nonostante tutti siano d’accordo sul fatto che non si riesce a studiare su un libro tutto pieno di scritte e scarabocchi, bisogna valutare se non sarebbe stato meglio utilizzare il tempo impiegato per rendere più bello un testo nello studio effettivo.

Avere come riferimento questi due punti ti permettere di eliminare la maggior parte degli errori, ma alcuni potrebbero essere così radicati nel tuo metodo di studio da renderti impossibile definirli degli errori quindi ecco un elenco dei più importanti:

 

  • Sottolineare senza prima leggere

    Questo è il più comune e più frequente errore commesso dalla maggior parte degli studenti. Per paura di impiegare troppo tempo si sottolinea senza prima avere una panoramica completa dell’argomento e di come è impostato sulle pagine del libro. Il risultato più comune è quello di un’eccessiva sottolineatura che ha come principale effetto quello di invadere il libro e rendere molto più pesante lo studio costringendo a numerose riletture.

  • Sottolineare tutto

    Diretta conseguenza del punto precedente è quella riempire il testo di colore come se fosse la tela di un pittore e nonostante quella sia una carriera percorribile, il risultato che ci si trova davanti una volta terminato l’attacco d’arte è un ammasso uniforme tutto evidenziato che non permette alcune distinzioni tra gli elementi principali e quelli secondari. Il mantra attraverso il quale l’evidenziatore viene impugnato con tanta veemenza è che “tutto è importante”, ma non esiste nulla di più sbagliato.

    Il Principio di Pareto dimostra che in natura il 20% di un insieme contribuisce all’80% del risultato. Questo stesso principio si applica alle vendite, al reddito di un’azienda o di un Paese, e anche allo studio.

    In altre parole, è il 20% di un testo a fornire l’80% delle informazioni necessarie per l’esame, il resto è tutto materiale di contorno necessario per pubblicare il libro, ripetizioni inutili e materiale di supporto di cui si può fare tranquillamente a meno.

    Individuare quel 20% di informazioni dovrebbe essere lo scopo principale di ogni studente.

  • Sottolineare con più colori

    A meno di avere una padronanza incredibile nell’arte della sottolineatura, utilizzare evidenziatori di colori diversi è una pratica tanto inutile e deleteria quanto dispendiosa di tempo. Sì, perché bisogna decidere quale colore utilizzare per questa pagina, oppure qual è il colore primario e quello secondario, quale per le cose veramente importanti e quale per quelle un po’ meno importanti… E si finisce per riempire tutto il foglio con colori diversi, senza che questo faciliti in alcun modo il successivo studio, e anzi avendo sprecato un’enorme quantità di tempo. Se vuoi iniziare a migliorare il tuo metodo di studio fin da oggi, scegli un colore e d’ora in poi utilizza soltanto quello. Già così avrai risparmiato tempo prezioso da dedicare alle attività che preferisci fare nel tuo tempo libero.

  • Sottolineare con il righello

    Altro errore collegato a una sorprendente perdita di tempo è quello della sottolineatura con il righello. Visto che il tempo è una risorsa scarsa e preziosa, perché non impiegarla più efficacemente sottolineando a mano? È più semplice, più veloce, e (ultima ma non meno importante) non c’è bisogno di avere il righello sempre a portata di mano. Sembra assurdo, ma mi è capitato di assistere a scene in cui lo studio di un esame che si sarebbe svolto la settimana dopo veniva rimandato di un giorno per l’irreparabile mancanza del righello. Meglio evitare il problema e togliersi il dente fin da subito.

  • Sottolineare più volte lo stesso testo

    Questo vizio è, per così dire, “figlio” della sottolineatura con il righello e della sottolineatura con più colori. Normalmente la prima sottolineatura viene fatta con righello e matita e successivamente si applica una seconda mano di colore, in base all’effettiva importanza dell’argomento. Come è facile intuire questa pratica, fortunatamente in via d’estinzione, si traduce in decine di minuti buttati al vento che possono essere molto più efficacemente sostituiti da un’unica e puntuale sottolineatura a mano.

 

4) Usa le mappe mentali per prendere appunti

Metodo di studio: 6 modifiche semplici ma efficace per migliorarlo oggi

Abbiamo già visto che prendere appunti a mano aiuta a ricordare meglio rispetto a quelli presi a computer, quindi perché utilizzare le mappe mentali?

Ecco perché:

  • Sono più veloci

    scrivere a mano può essere un processo lento e stancante. E nonostante ciò non sia di per sé un male, le mappe mentali permettono di mantenere alta la concentrazione e la capacità di elaborazione critica, aumentando notevolmente la velocità nel prendere appunti

  • Sono più chiare

    ti è mai capitato di tornare a casa, rileggere gli appunti presi qualche ora prima, e non riuscire a seguire con precisione il filo del discorso? Usando le mappe mentali queste situazioni tenderanno a scomparire dato che sei tu a dare un filo logico alla mappa.

  • Sono più compatte

    So cosa stai pensando: perché il fatto che le mappe mentali siano più compatte dei tradizionali appunti è un vantaggio per il mio metodo di studio? La risposta è semplice: a molti studenti succede che dopo mesi di lezioni il volume degli appunti sia pari o superiore a quello del libro di testo. Il problema principale è che quelle infinite pagine di appunti sono perlopiù riempite da inutili ripetizioni che i professori (per chiarezza espositiva e per permettere a chi ha saltato qualche lezione di seguire ugualmente) inevitabilmente fanno. Tutte queste pagine non fanno altro, però, che rallentare il tuo studio perché ti costringono a una seconda fase di rilettura e scrematura degli appunti. Con le mappe mentali elimini questa fase, e risparmi tempo.

  • Ti aiutano a rimanere concentrato

    Stimolando in maniera attiva sia l’emisfero sinistro che l’emisfero destro del cervello, le mappe mentali ti tengono incollato alla lezione e ti precludono da numerose ed inutili distrazioni, e ti permettono di concentrarti al massimo su quello che il professore sta spiegando.

    Consiglio bonus: usa un quaderno con fogli di un giallo chiaro per aumentare ulteriormente la concentrazione.

  • Sono più comode e si adattano meglio ad ogni esigenza

    Il difetto principale degli appunti tradizionali è che non si adattano in maniera semplice e intuitiva alle spiegazioni dei professori. I salti temporali, le divagazioni, le risposte a domande riguardanti una parte spiegata l’ora prima sono tutte situazioni che mettono in crisi chi prende appunti con carta e penna. Le mappe mentali, al contrario, permettono di aggiungere rami in ogni momento e si adattano facilmente alle esigenze di ogni studente.

 

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Non sai come costruire una mappa mentale efficace?

Leggi la guida di EgoFormazione che spiega i segreti per costruire una mappa mentale efficace in quattro passi e inizia ad utilizzarle per prendere appunti fin da subito.

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5) Usa le mappe mentali al posto di schemi e riassunti

Metodo di studio: 6 modifiche semplici ma essenziali per migliorarlo oggi

Ora che sai disegnare una mappa mentale (guarda il box blu in alto) puoi estendere il loro utilizzo e sostituirle ai soliti schemi e riassunti.

Oltre ai vantaggi già elencati nel punto precedente, e che valgono anche per questo caso, il punto di forza principale delle mappe mentali rispetto ai classici schemi e riassunti è la semplicità che si ha nello studiarle.

Quello che si inserisce in una decina di pagine di riassunti può facilmente essere rappresentato in un’unica mappa, e il vantaggio che ne consegue si traduce in un forte risparmio di tempo e in un metodo più efficace.

 

6) Organizza in anticipo il tuo studio

Metodo di studio: 6 modifiche semplici ma efficaci per migliorarlo oggi

Ti è mai capitato di arrivare tardi a una consegna? Di arrivare agli ultimi giorni di un esame con l’acqua alla gola e con troppo poco tempo e troppe cosa da fare?

Se sei come la maggior parte degli studenti, avrai quasi certamente risposto in modo affermativo.

Non sarebbe bello evitare di dover fare le ore piccole la sera prima (come se servissero a qualcosa tra l’altro), così da ridurre ansie e inutili preoccupazioni che hanno l’unico effetto di peggiorare la tua performance finale?

Il motivo per cui ti riduci sempre all’ultimo anche nello svolgimento dei compiti più importanti è che non hai mai imparato ad organizzare il tuo studio. E come avresti potuto? Difficilmente qualche insegnante alle elementari insegna a gestire il tempo di studio, e successivamente i professori non hanno tempo a sufficienza per dedicare ore del loro programma all’impostazione di un metodo di studio.

Quello che non ti hanno mai detto è che organizzare il tempo è semplice.

Ipotizziamo che per il prossimo esame che avrà luogo esattamente tra 25 giorni tu debba preparare un libro di testo di 400 pagine.

In questa situazione molti studenti, dopo aver fatto una semplice divisione, pensano: “Bene, studiando 16 pagine al giorno riuscirò ad essere preparato per l’esame“. Peccato che poi puntualmente non lo sono, o sono costretti a fare le ore piccole le sere prima dell’esame.

Questo perché dividere il numero di pagine per il numero di giorni a disposizione non tiene conto di due fattori molto rilevanti:

  • il numero dei giorni a disposizione non è quello reale

    Puoi raccontarti quello che vuoi, ma avendo a disposizione 25 giorni per preparare un esame non li utilizzerai mai senza interruzione.

    Magari un giorno lo dedicherai agli amici, uno alla ragazza o al ragazzo e uno anche per dare una mano in casa. Inoltre, su 25 giorni totali, vanno considerati almeno due giorni di ripasso.

    Ecco così che in un attimo i giorni per preparare l’esame si sono trasformati da 25 a 20. E allo stesso modo le pagine da fare diventano 400/20 = 20.

    Ma c’è un altro fattore che ancora non abbiamo preso in considerazione.

  • il credito dello studente

    La difficoltà delle pagine da studiare, lo sai, non è costante. Solitamente all’inizio, nei primi capitoli, si trovano gli argomenti più semplici, quelli basilari che servono ad introdurre l’argomento e a fornire le basi per quelli successivi. Queste prime pagine sono anche le più facili da studiare, mentre verso la fine diventa necessario elaborare tutti i concetti precedenti per arrivare a un’argomentazione o un ragionamento più strutturato e complesso.

    È quindi utile programmare il tempo tenendo conto di questo fattore, ma come?

    Tornando all’esempio di prima, invece di fare 20 pagine al giorno, poniti come obiettivo di farne 25.

    In questo modo, ogni quattro giorni di studio ne guadagnerai uno, che potrai dedicare allo svago o potrai utilizzare per affrontare con più calma gli argomenti finali.

 

Per programmare fisicamente il tempo e migliorare il tuo metodo di studio, munisciti di carta e penna (o di un foglio Excel) e costruisci innanzitutto una tabella simile a questa:

Metodo di studio: 6 modifiche semplici ma efficaci per migliorarlo oggi

 

Come utilizzare la tabella di marcia

Prima di iniziare è opportuno sottolineare che puoi ovviamente adattare la tabella di marcia in modo da far corrispondere il suo utilizzo alle tue preferenze, tuttavia nel corso del tempo ho notato alcune modalità che ne facilitano l’uso e la rendono più funzionale.

 

  • Utilizza un foglio diverso per ogni materia.Non serve complicarsi la vita e cercare di inserire in un unico foglio dieci esami diversi solo per accorgersi successivamente della gran confusione creata. Mantieni il foglio più essenziale e semplice possibile. Se usi Excel puoi crearne un altro semplicemente usando il tasto destro e cliccando su copia, mentre se crei il foglio a mano puoi fare più copie del foglio prima di riempirlo con le varie informazioni.
  • Inserisci solo i giorni reali.Ricorda che la tabella di marcia è uno strumento utile a te, quindi nel compilarla non ingannarti gonfiando i giorni a disposizione tenendo conto di quelli che già sai non potrai utilizzare per lo studio.
  • Ricordati del credito dello studenteQuando compili la casella relativa al numero di pagine da fare giornalmente, utilizza sempre un numero maggiore del risultato della semplice divisione tra il numero di pagine da preparare e i giorni a disposizione.
  • Tieni costantemente traccia dei tuoi progressiAggiorna la tabella di marcia giorno dopo giorno e apporta le opportune modifiche in corso d’opera. Se, ad esempio, dopo poco ti accorgi che per studiare il tuo obiettivo di pagine giornaliere impieghi più di un giorno, probabilmente ti converrà dedicare più tempo a quella particolare materia durante la giornata, oppure considerare il fatto che per terminare l’intero programma ti occorrerà più tempo, e quindi aggiornare il foglio di conseguenza.

Ma non è tutto. Ti servirà preparare anche un’altra tabella: il calendario di studio.

Metodo di studio: 6 modifiche semplici ma efficaci per migliorarlo oggi

Come utilizzare il calendario di studio

Se la tabella di marcia ha la funzionalità di darti una panoramica generale per indirizzare al meglio il tuo studio, il calendario ti offre la possibilità di organizzarlo al meglio nel dettaglio, settimana dopo settimana.

Immagina che la tabella di marcia sia la bussola che indica la direzione, e il calendario di studio la mappa su cui leggere le indicazioni. Combinati insieme questi due strumenti possono dare una forte spinta al tuo metodo e portarti ad ottenere i risultati che desideri nello studio.

 

  • Crea una copia del calendario per ogni settimana di studioUn modo molto efficace per programmare il tuo studio è quello di utilizzare il calendario in maniera costante, settimana dopo settimana, in modo da programmare con giorni di anticipo cosa andrai a studiare e per quanto tempo, ma soprattutto in quale parte della giornata.
  • Occupa subito le caselle in cui sei impegnato o in cui sai che non studieraiUno degli errori più frequenti commesso dagli studenti è quello di sovrastimare le proprie capacità di studio. Sì, hai letto bene: ho scritto sovrastimare non sottostimare. Questo perché quando si pretende di poter fare maratone di studio di minimo otto ore per due settimane consecutive si sta sovrastimando la propria capacità di concentrazione. Senza contare il danno che un sovraccarico del genere comporta, organizzando il proprio studio si evita di incorrere in situazioni limite e si schivano le studiatone da maratoneta.Quindi se sai che un giorno sì e un giorno no, dalle 17 alle 19 sei in palestra, riempi quelle caselle con il colore nero, in modo che sia visivamente chiaro che quello è tempo non utilizzabile per lo studio. Allo stesso modo, se sai che dopo una certa ora non ti piace studiare, non preparare neanche le caselle dopo quel determinato orario e organizzarti in modo da concentrarti al massimo nell’arco della giornata che preferisci.
  • Nel calendario inserisci più esami contemporaneamente

    Se per la tabella di marcia abbiamo sottolineato l’importanza di crearne una specifica per ogni esame, al contrario il calendario ha l’obiettivo di fornirti una visione dettagliata della tua settimana, e il modo migliore per farlo è quello di includere, oltre agli impegni esterni, tutti gli impegni legati allo studio.
  • Assegna diversi colori alle diverse materie 

    Per rendere facilmente fruibile, anche a livello grafico, il calendario assegna colori diversi alle varie materie e aggiorna mano a mano le ore che decidi di dedicare a quelle materie.In questo modo avrai con un solo colpo d’occhio una panoramica generale del tempo che stai dedicando ad ogni esame nel corso della settimana e potrai correggere eventuali errori di percorso semplicemente dedicando maggior tempo a esami che ne richiedono di più, sottraendolo a quelli a cui ne serve meno di quanto inizialmente ipotizzato.

 

Clicca qui per scaricare gratuitamente la tabella di marcia e il calendario di studio in formato Excel e inizia a migliorare da oggi il tuo metodo di studio

 

Metodo di studio: 6 modifiche semplici ma efficaci per migliorarlo oggi

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Perché prendere appunti a mano ti aiuta a ricordare meglio https://www.egoformazione.it/perche-prendere-appunti-a-mano-ti-aiuta-a-ricordare-meglio.html https://www.egoformazione.it/perche-prendere-appunti-a-mano-ti-aiuta-a-ricordare-meglio.html#respond Thu, 27 Oct 2016 15:10:29 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=24942 Ti capita mai di prendere appunti al computer e faticare nell’applicarci uno studio profittevole?

Al termine della lezione ti senti esaltato e non puoi fare a meno di congratularti con te stesso per l’enorme quantità di appunti che sei riuscito a trascrivere in quelle poche ore. Pagine e pagine di spiegazione impresse nero su bianco e salvate in formato digitale così da poterle comodamente recuperare nel momento desiderato. Te lo ripeti nella testa: se prendo appunti in questo modo, l’esame non potrà che andare in maniera superba.

Ma poi qualcosa succede.

Qualche settimana dopo riapri il tuo file per prepararti allo studio, e improvvisamente quegli appunti non sembrano più così perfetti. Quelle pagine e pagine accumulate per ogni singola lezione si sono trasformate in più di 100 pagine di soli appunti (e ancora mancano tre settimane alla fine del corso!), inoltre gli stessi concetti sono ripetuti in continuazione e spesso manca un senso logico che connetta i vai paragrafi.

Dopo due ore dedicate all’analisi degli appunti ti rendi conto che stai ancora cercando di sistemarli, e che sei solo alle prime pagine, e quindi, sconfortato dagli scarsi risultati, inizi chiederti cosa puoi fare.

Come puoi trovare un metodo più efficace per prendere appunti e non scoraggiarti prima di iniziare lo studio vero e proprio?

Analizziamo un metodo tanto semplice da sorprenderti…

 

4 RAGIONI PER CUI PRENDERE APPUNTI A MANO AIUTA A RICORDARE MEGLIO 

 

Ti ricordi i “bei vecchi tempi” delle medie e delle elementari in cui prendere appunti a mano era la norma?

A sostenere l’efficacia di questa pratica si è aggiunta un’autorevole ricerca pubblicata sullo Psychological Science da Pam Mueller (Università di Princeton) e Daniel Oppenheimer (Università della California) dall’eloquente titolo  The Pen Is Mightier Than the Keyboard che ha rivelato come prendere appunti a mano porta più benefici di quelli che potresti immaginare.

 

1. Sei costretto a scegliere le cose più importanti

Perché prendere appunti a mano ti aiuta a ricordare meglio
Prendendo appunti a computer ti sarai sicuramente reso conto che molto di frequente gli appunti che prendi sono molti di più rispetto a quelli che ti servono.

E nonostante questa pratica possa in qualche modo calmare l’ansia tipica dello studente che vive nel costante terrore di essersi perso “qualcosa di importante”, avere pacchi e pacchi di appunti da studiare (che si aggiungono a libri, slide, riassunti,…) non è certo il miglior modo per ottimizzare i tempi di studio.

Scrivendo a mano, all’opposto, per limiti fisici si è impossibilitati a trascrivere con esattezza ogni parola pronunciata dal professore e per questa ragione si è costretti a scegliere solo i concetti più importanti e gli esempi più significativi tralasciando le inutili ripetizioni e le divagazioni non pertinenti al tema del corso.

In questo modo, fin dalla primissima fase di acquisizione dei dati, si innesca un meccanismo di analisi critica ed elaborazione che facilita il ricordo. Inoltre, è più facile studiare da appunti essenziali presi da noi stessi o da un flusso continuo di parole ininterrotte che devono per forza di cose essere prima rielaborati?

 

2. Il computer aumenta le distrazioni

Perché prendere appunti a mano ti aiuta a ricordare meglio

 

Sei sulla tua banco intento a prendere appunti. Bottiglietta d’acqua vicina, libro nello zaino in caso di emergenza. Nel bel mezzo di un’altra lezione. Ma all’improvviso una notifica sul computer distoglie la tua attenzione (grazie Whatsapp Web!) e la tua attenzione viene puntualmente spostata dalla materia a tutt’altro argomento e ti convinci a rispondere a quel messaggio, “ma solo a questo, poi basta”. Quindi ricominci a seguire, sperando di non avere troppe difficoltà, ma la lezione non ti appassiona, il professore non riesce a prenderti e la tentazione è troppo forte… una sbirciatina veloce su Facebook per vedere cosa c’è di nuovo e poi si riparte.

Il problema di questo approccio è che ogni distrazione ti costa molto più di quei pochi secondi (o forse minuti?) persi effettivamente controllando i vari social o rispondendo a qualche messaggio.

Un’approfondita ricerca portata avanti da Gloria Mark (Università della California), Daniela Gudith e Urlich Klocke (Università Humboldt) ha misurato il costo delle distrazioni. Secondo lo studio, le distrazioni non influiscono solo sul tempo effettivo dedicato a svolgere un altro compito, ma influiscono in modo negativo sulla nostra concentrazione per circa 25 minuti (23 minuti e 15 secondi per l’esattezza).

In altre parole, quei 30 secondi impiegati a postare su Snapchat equivalgono a 25 minuti di distrazione.

Appare quindi evidente come limitare al massimo le distrazioni si traduce in un istantaneo incremento della produttività, un piccolo accorgimento che puoi applicare al tuo studio per risparmiare un’enorme quantità di tempo.

Anche in questo campo, prendere appunti a mano limita le distrazioni al fare qualche scarabocchio sul foglio mentre il computer e il tablet… Lo sai bene.

 

3. Aiuta a mantenere in forma il tuo cervello

Perché prendere appunti a mano ti aiuta a ricordare meglio

È sempre più comune vedere bambini di pochi anni utilizzare un iPad con la disarmante semplicità di chi ha imparato fin da piccolo a rapportarsi con gli strumenti digitali, tanto che in alcune scuole elementari dell’Indiana (negli Stati Uniti) dal 2014 l’insegnamento della scrittura a mano non sarebbe più stato un obbligo.  Tuttavia, l’abbandono di questa pratica ha molti risvolti negativi.

La professoressa Virginia Berginger (Università di Washington) evidenzia come la scrittura a mano sia completamente diversa da quella a computer per il fatto che la prima richiede l’esercizio sequenziale di una serie di movimenti per formare una lettera, mentre la seconda si risolve nella semplice pressione di un bottone sulla tastiera.

Questa differenza è importante perché gli studi sul cervello hanno dimostrato che i movimenti sequenziali delle dita attivano regioni collegate al pensiero, al linguaggio e alla memoria. Questo allenamento cerebrale, questa stimolazione neurale, non si verifica nella scrittura a computer e di conseguenza non si verificano i benefici associati.

 

4. Aiuta ad imparare prima un nuovo linguaggio

Perché prendere appunti a mano ti aiuta a ricordare meglio

Uno studio pubblicato nel 2008 dal Dr. James sul Journal of Cognitive Neuroscience ha dimostrato i benefici della scrittura a mano durante l’apprendimento di un nuovo linguaggio.

Ciò che sorprende maggiormente del suo studio è che gli stessi benefici non valgono solo per una nuova lingua, come il cinese, ma per un qualsiasi linguaggio che utilizza caratteri differenti da quelli a cui siamo abituati, come ad esempio la musica o la chimica.

Queste sono le principali ragioni per cui prendere appunti a mano è più conveniente rispetto al prendere appunti con un computer, ma posso già vederti obiettare dicendo che tu sei troppo lento a scrivere, e la tua mano e il tuo polso non riescono a sopportare ore e ore di appunti ininterrotti.

 

Esiste un metodo ancora più efficace del prendere appunti in modo lineare a mano?

La risposta è sì. Le mappe mentali, uno strumento ideato dallo psicologo inglese Tony Buzan che ha il grande vantaggio di stimolare contemporaneamente sia l’emisfero destro che quello sinistro del cervello, dando qui la possibilità di mantenere una concentrazione elevata per ampi intervalli di tempo.

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Ti piacerebbe riassumere in un unico foglio un intero capitolo da studiare o un’intere ore di appunti? Ti piacerebbe studiare in maniera efficace da quegli appunti?

Leggi la guida di EgoFormazione su come creare una mappa mentale in 4 passi e inizia ad applicarle fin da subito ai tuoi studi per migliorare comprensione e acquisizione delle informazioni e organizzarle in modo pratico e veloce.

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Quando il successo porta al fallimento https://www.egoformazione.it/quando-il-successo-porta-al-fallimento.html https://www.egoformazione.it/quando-il-successo-porta-al-fallimento.html#respond Thu, 18 Aug 2016 17:35:36 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=24793 Traduzione di un articolo di Jessica Lahey originariamente pubblicato sul The Atlantic. [grassetto aggiunto]

 

La pressione per ottenere risultati accademici è un crimine contro l’apprendimento.

 

Ho conosciuto la madre che sedeva davanti a me in questo colloquio genitori-insegnanti anni fa, e ne abbiamo passate molte assieme. Ho insegnato a tre dei suoi figli, e mi piace pensare di essere davvero diventate amiche durante questo periodo. Lei è una madre coscienziosa che ovviamente ama i suoi figli con tutto il cuore. Sono sempre stata sincera con lei riguardo ai loro punti di forza e alle loro debolezze, e penso che lei si aspetti che le dica la verità. Ma quando mi espone la preoccupazione che l’ha infastidita per un po’, tutto quello che posso fare è un cenno con la testa.

 

“I voti di Marianna vanno bene; non è questo che mi preoccupa, ma sembra aver smesso di amare l’apprendimento“.

 

Ha assolutamente ragione. Ho notato la stessa cosa riguardo sua figlia nei precedenti due o tre anni in cui sono stato la sua insegnante di Inglese, Latino e scrittura alle scuole medie, e io ho la risposta, proprio lì, sulla punta della mia lingua, riguardo ciò che è andato male. Tuttavia sono straziata dalla mia responsabilità di aiutare Marianna e la consapevolezza che quello che dovrei dire è una verità che non sono sicura questa madre sia pronta ad ascoltare.

 

La verità – per questo genitore e per molti altri – è questa: sua figlia ha sacrificato la sua curiosità naturale e l’amore per l’apprendimento sull’altare del risultato, ed è colpa nostra. I genitori di Marianna, i suoi insegnanti, e la società in generale – siamo tutti responsabili per questo crimine contro l’apprendimento. Dal suo primo giorno di scuola l’abbiamo indirizzata verso quell’altare e l’abbiamo allenata a misurare il suo progresso attraverso voti, punteggi e premi. Abbiamo insegnato a Marianna che il suo potenziale è legato al suo intelletto, e che il suo intelletto è più importante del suo carattere. Le abbiamo detto di tornare a casa orgogliosa portando dei 10, dei trofei, e delle ammissioni al college, e inavvertitamente le abbiamo insegnato che non ci interessa per davvero come ottiene queste cose. Le abbiamo insegnato a proteggere la sua perfezione accademica ed extracurricolare a tutti i costi e che è meglio abbandonare quando le cose si fanno complicate piuttosto che rischiare di rovinare quel record perfetto. Soprattutto, le abbiamo insegnato ad aver paura del fallimento. Quella paura è ciò che ha distrutto il suo amore per l’apprendimento.

 

Guardo questa madre e la preoccupazione sulla sua faccia, la sua avida matita in procinto di scrivere le mie parole di saggezza. Fatico a trovare un modo gentile per spiegarle che l’assillo giornaliero riguardo voti e punteggi non fa che aumentare la dipendenza di Marianna dalla tendenza di sua madre a risolvere i problemi e intervenire al posto suo, e inoltre le insegna che le ricompense esterne sono molto più importanti degli sforzi che Marianna investe nella sua educazione. Marianna è così preoccupata dal compiacere i suoi genitori che l’amore che provava per l’apprendimento è stato spazzato via dal suo ardente desiderio di ottenere la loro approvazione.

 

Da parte di sua madre non darle tregue deriva dall’amore – è chiaro. Vuole il mondo per i suoi figli, e tuttavia le stesse cose che sta facendo per incoraggiare il tipo di risultati che sente li aiuteranno maggiormente ad assicurarsi lodi e felicità contemporaneamente potrebbero minare il loro successo futuro.

 

Marianna è molto intelligente e ottiene ottimi risultati, e sua madre glielo ricorda giornalmente. Tuttavia, Marianna non viene elogiata per la diligenza e lo sforzo che mette nell’impegnarsi in un difficile problema di matematica o una complicata indagine scientifica. Se quella risposta alla fine della pagina è sbagliata, o se arriva a un punto morto nella sua ricerca, ha fallito – non importa quello che ha imparato dal suo sforzo. E al contrario di quello che potrebbe credere, in queste situazioni più difficili lei sta imparando.  Impara ad essere creativa per quanto riguarda il suo problem-solving. Impara la diligenza. Impara l’autocontrollo e la perseveranza. Ma poiché è spaventata a morte dal fallimento, ha incominciato a prendersi meno rischi intellettuali. Ha dei problemi a scrivere le brutte copie e non le piace fare ipotesi o pensare ad alta voce in classe. Sa che se prova qualcosa di più difficile o di nuovo, e sbaglia, quel fallimento sarà una chiara prova del fatto che non è così intelligente quanto chiunque continua a dirle. Meglio stare al sicuro. È questo quello che vogliamo? Ragazzi che prendono dei bellissimi 10 ma odiano imparare? Ragazzi che ottengono risultati accademici, ma sono troppo spaventati di fare un salto nel vuoto?

 

La madre di Marianna ha ottenuto incredibile successo sia a scuola che sul posto di lavoro, e conosce il valore di quel duro lavoro nella sua stessa vita. Sua madre le ha permesso di sbagliare e giocare per poter imparare, ma ora che sta facendo da genitore per la sua stessa figlia, ha perso di vista il valore della sfida. È troppo preoccupata dei futuri risultati di Marianna per permettere a sua figlia di affrontare gli ostacoli sul suo cammino. Vuol dare tutto a Marianna, e tuttavia si dimentica che la sue migliori esperienze da ragazza sono probabilmente derivate dall’eccitazione nell’affrontare delle sfide, provare nuovamente ad ottenere qualcosa totalmente da sé, semplicemente per l’avventura e il piacere inerenti all’apprendere qualcosa di nuovo.

 

Capisco questa madre perché è proprio come me. E dirle la verità è difficile sia perché sono spaventata dal fatto che si metterà sulla difensiva e si arrabbierà, sia perché significa che devo rimediare a tutti gli stessi errori che faccio nell’educare i miei figli. Forse è il momento di condividere qualche verità con lei, e insieme possiamo aiutare i nostri bambini a riscoprire il loro coraggio intellettuale, il loro entusiasmo per l’apprendimento, e la resilienza di cui hanno bisogno per diventare adulti indipendenti e competenti. Con un po’ di fortuna, loro ripenseranno alla loro gioventù e ci ringrazieranno; non solo per il nostro incrollabile amore, ma per la nostra inclinazione a mettere i loro bisogni emotivi e di sviluppo a lungo termine prima della loro felicità a breve termine. Per la nostra inclinazione a lasciare che le loro vite siano appena un po’ più difficili oggi, in modo che sappiano come affrontare le difficoltà domani.

 

Faccio un profondo respiro, incrocio le dita, e le dico la verità.

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Se la tua memoria fosse il personaggio di un film [TEST] https://www.egoformazione.it/se-la-tua-memoria-fosse-il-personaggio-di-un-film.html https://www.egoformazione.it/se-la-tua-memoria-fosse-il-personaggio-di-un-film.html#respond Thu, 07 Jul 2016 17:42:01 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=3087 Ti sarà sicuramente capitato di chiederti a quale personaggio dei film assomigli di più.

Sia per somiglianza fisica che per carattere o temperamento, bene o male, tutti abbiamo un personaggio che in alcuni atteggiamenti sembra ricalcato proprio su di noi.

Come sai, però, noi di EgoFormazione ci occupiamo di memoria, o meglio, di come applicando il giusto metodo si possano ottenere risultati diversi.

E allo stesso modo in cui ci chiediamo a chi potremmo assomigliare, ci siamo chiesti: se la nostra memoria fosse un personaggio di un qualche film, a chi assomiglierebbe?

E tu, sei curioso di sapere a chi assomiglia la tua memoria?

Fai il test qui sotto per scoprirlo!

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4 TED Talk sulla memoria che chiunque dovrebbe guardare https://www.egoformazione.it/4-ted-talk-sulla-memoria-che-chiunque-dovrebbe-guardare.html https://www.egoformazione.it/4-ted-talk-sulla-memoria-che-chiunque-dovrebbe-guardare.html#respond Thu, 30 Jun 2016 13:11:16 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=2994 Tutti abbiamo a che fare con la memoria.

E visto che probabilmente nessuno si alzerà urlando: “Sai, la memoria non ha nulla a che fare con la mia vita”, ho deciso di raccogliere in un unico articolo alcuni dei TEDTalk sulla memoria più interessanti che abbia mai ascoltato.

Il motivo per cui l’ho fatto è che non spendiamo del tempo per considerare quanto la memoria è importante nelle nostre vite di tutti i giorni. Siamo così abituati a ricordare (o a non ricordare, che è fondamentale allo stesso modo) da non sorprendercene più, da non considerare più come questo ci modifichi continuamente.

Sotto troverai questi video, con una breve introduzione per darti l’idea degli argomenti sui quali verterà il discorso. Quello che ti consiglio è di aggiungere questa pagina tra i preferiti e, quando hai tempo, tornare a visitarla per ascoltare uno o più TEDTalk, perché davvero chiunque dovrebbe trovare il tempo di guardarli.

Buona lettura e buon ascolto.

1) Un secondo ogni giorno

In questo profondo ed emozionante discorso Cesar Kuriyama parla degli insegnamenti che ha potuto trarre dal filmare ogni giorno della sua vita un video di un secondo, montandolo con quello dei giorni precedenti. Un solo secondo. Ogni giorno della sua vita.

Se anche tu dovessi scegliere solo un secondo di oggi, quale sceglieresti? E ti sei mai chiesto a cosa filmeresti durante i giorni meno buoni, durante i giorni in cui magari perdi una persona a te cara?

L’autore da le sue risposte lasciandoci con un interrogativo: non sarebbe interessante se migliaia di persone facessero la stessa cosa?

Forse Instagram e Facebook e tutti i social media non sono la stessa cosa, ma per tutti i creativi o se sei in cerca di ispirazione questo video può dare una svolta alla tua giornata.


Anche solo un secondo mi permette di ricordare tutto quello che ho fatto quel giorno
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2) L’enigma dell’esperienza contro la memoria

In questo TEDTalk lo psicologo e premio Nobel per l’Economia Daniel Kaheneman ci pone un’intrigante domanda: e se la memoria, il modo in cui noi ricordiamo le esperienze, avesse un ruolo fondamentale nella felicità di tutti i giorni?

Con esempi molto concreti (colonscopie e vacanze, e non sto scherzando) il discorso ci guida in un viaggio alla scoperta delle differenze tra il sé che fa esperienza delle cose e il sé che le ricorda, e ci mostra come questo abbia un impatto costante sulla nostra vita.

E se in qualche modo il sé pensante si potesse condizionare? Nel video puoi vedere alcuni dei metodi da lui stesso utilizzati e i risultati ottenuti.

Un video fondamentale per chi si occupa di economia, medicina, psicologia o politica, e un video essenziale per tutti coloro che cercano un po’ più di felicità.


Quello che ci rimane delle nostre esperienze è una storia
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3) Le imprese mnemoniche che chiunque può fare

In questo TEDTalk il giornalista e campione di memoria statunitense Joshua Foer racconta di come è venuto a conoscere le tecniche di memoria, e di come non vi sia alcun prodigio misterioso dietro queste tecniche, se non un corretto allenamento.

Ma un livello più profondo, quello che trasmette è l’importanza che i ricordi hanno nelle nostre vite e come la crescente ondata di tecnologia ci ha permesso di esternalizzare la nostra memoria, arrivando fino a un punto in cui non siamo neanche più in grado di ricordare alcune informazioni basilari; perché non abbiamo voluto investire risorse nella nostra memoria. Nonostante, come lui stesso ricorda, “siamo la somma dei nostri ricordi”.


Una volta, l'idea di avere una memoria allenata e disciplinata non era poi così strana come sembra a noi oggi.
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4) Quanto è affidabile la tua memoria?

In questo TEDTalk Elizabeth Loftus spiega quali sono i meccanismi che portano a un ricordo sbagliato, come si creano ricordi sbagliati e che ripercussioni ha tutto ciò, nel bene e nel male.

Basta pensare a tutti gli innocenti che vengono accusati di aver commesso qualche crimine sulla base di una testimonianza visiva, ma basta anche pensare a come l’utilizzo del falso ricordo di Babbo Natale aiuti i bambini a vivere con allegria quel periodo dell’anno.

Il punto fondamentale è che non basta che una persona ci racconti qualcosa con sicurezza, con forti emozioni e con molti dettagli per pensare che quell’informazione sia sempre vera.


La memoria, come la libertà, è una cosa fragile
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Conclusione

In questi video hai potuto vedere e sperimentare quanto la memoria sia fondamentale per tutti noi. Per ricordare, per prendere decisioni, per interpretare il mondo che ci circonda e per aiutare le persone a noi care.

Probabilmente hai potuto osservare dei lati della memoria che non avevi mai preso in considerazione prima, se non in qualche rara occasione. Quello che ti chiedo è: qual è il video che ti ha colpito maggiormente? che ti ha lasciato di più? e perché?

Qual è il video che ti ha colpito maggiormente? Avevi mai riflettuto sul fatto che la memoria gioca un ruolo così cruciale nel nostro vivere quotidiano?

 

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I 4 passi che devi conoscere per costruire una mappa mentale che funziona https://www.egoformazione.it/i-4-passi-che-devi-conoscere-per-costruire-una-mappa-mentale-che-funziona.html https://www.egoformazione.it/i-4-passi-che-devi-conoscere-per-costruire-una-mappa-mentale-che-funziona.html#respond Mon, 20 Jun 2016 16:43:53 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=3037 Ogni giorno dedichi ore e ore del tuo tempo ad organizzare le informazioni.

Pensaci, è così.

Che sia per preparare il prossimo esame o la prossima riunione, l’organizzazione delle informazioni è un punto fondamentale nella tua vita di tutti i giorni.

In fin dei conti, se le informazioni sono organizzate è molto più facile prepararsi e ricordarle, no?

Ma stai iniziando a chiederti se il tempo dedicato all’organizzare con appunti, schemi e altri metodi è realmente ben impiegato.

Il tuo scopo è velocizzare il processo, ma se per organizzare le informazioni ci metti così tanto tempo allora qualcosa non funziona.

E una volta riassunte, quanto tempo impieghi per impararle? Spesso gli appunti di uno studente sono di decine e decine di pagine, ed è quindi chiaro che non aiutino al meglio nell’obiettivo di ridurre i tempi di apprendimento.

Questa è l’esatta ragione per cui amo le mappe mentali. Sono semplici, intuitive, veloci e colorate. Insomma, hanno tutto quello che serve per far diventare l’apprendimento meno noioso, e, non di secondaria importanza, per fare in modo che il ripasso possa avvenire in un tempo ragionevole.

Ti piacerebbe avere facilmente sotto mano, in un unico foglio, un’intera sezione del programma di esame, e poterlo ripassare nel giro di qualche minuto?

Alla fine di questo articolo, seguendo i consigli passo per passo, sarai in grado di creare una mappa mentale efficace e dire addio a lunghissimi schemi e riassunti che ti hanno solo fatto perdere una marea di tempo.

Sei curioso? Iniziamo!

 

1) Scegli l’argomento e scrivilo al centro della mappa mentale

I 4 passi che devi sapere per costruire una mappa mentale che funziona

Sembrerà scontato, ma il primo passo per progettare una mappa mentale che funziona è decidere quale argomento vuoi andare a mappare.

Puoi utilizzare le mappe mentali per organizzare qualsiasi tipo di informazione, di qualsiasi grandezza: da un breve argomento, a un libro intero, fino anche ad una conferenza di quattro giorni; tutto sulla stessa mappa.

Per iniziare, ti consiglio di partire dedicando ad ogni mappa un capitolo del prossimo esame che preparerai. Con il tempo imparerai a organizzare sempre meglio le informazioni e riuscirai ad utilizzare una singola mappa per più capitoli alla volta, fino ad arrivare a un libro intero.

Nell’esempio che ti propongo andremo a mappare la pagina di Wikipedia sulla Seconda Guerra Mondiale.

Come primo passo metti il foglio in orizzontale. Questa disposizione ti permetterà di sfruttare al massimo gli spazi e sarai in grado di gestire le informazioni in maniera più efficace.

Nella scelta del foglio valuta in base alla mole delle informazioni da organizzare: se le informazioni non sono troppe puoi utilizzare senza difficoltà un normale foglio A4, ma se ti accorgi di avere una considerevole quantità di informazioni ti consiglio di usare un foglio A3 per evitare di dover fare due mappe dello stesso argomento.

Una volta fatto inserisci al centro del foglio il titolo dell’argomento che hai scelto e disegnali un cerchio intorno. 

 

2) Inserisci le parole chiave principali sui rami della mappa

I 4 passi che devi conoscere per costruire una mappa mentale che funziona

Leggendo velocemente il capitolo che mapperai, ti accorgerai che ci sono argomenti principali e argomenti secondari. Argomenti di maggior rilevanza e argomenti di minor rilevanza.

Nel nostro esempio, i rami principali potrebbero essere i seguenti:

  1. Contesto storico
  2. Cause
  3. Cronologia del conflitto
  4. Fine del conflitto
  5. Conseguenze

Una volta identificati questi macro argomenti non dovrai fare altro che dedicare ad ognuno di essi un ramo separato. Se vuoi rendere la tua mappa mentale ancora più efficace usa colori diversi per facilitare il ricordo.

Posiziona il primo ramo in alto, sopra il titolo generale, e poi prosegui in senso orario. In questo modo potrai dare un ordine cronologico agli avvenimenti.

 

3) Dividi ogni macro argomento in rami più piccoli per approfondire
I 4 passi che devi conoscere per costruire una mappa mentale che funziona

Visto che i macro-argomenti non ci danno una visione specifica dell’argomento, quello che andrai a fare nel prossimo passaggio è approfondire gli argomenti principali entrando più nello specifico.

Per farlo, tuttavia, non dovrai trascrivere interi pezzi del libro, ma ti basterà selezionare le parole chiave più rilevanti, ossia quelle parole che ti rimandano alla mente il concetto.

Nell’esempio ho diviso il contesto storico parlando di Germania, Giappone, Italia e Spagna. E per ognuna di esse ho approfondito ulteriormente selezionando parole chiave sempre più specifiche.

Un consiglio che ti do per costruire mappe mentali estremamente efficaci è usare diversi spessori per rami di diversa profondità. Mi spiego meglio, i primi rami, quelli con gli argomenti generali, saranno i più spessi, e poi man mano diventeranno più sottili. In questo modo, anche visivamente sarà ancor più immediato capire quanto specifico è un determinato concetto.

 

4) Usa la potenza dei visual

I 4 passi che devi conoscere per costruire una mappa mentale che funziona

Come dimostrato da uno studio fatto da alcuni ricercatori dell’Università di Waterloo e pubblicato sul Quarterly Journal of Experimental Psychology disegnare aiuta a ricordare meglio.

Quindi come ultimo passo per fare una mappa mentale che funziona è importante renderla il più visual possibile.

Usa immagini che rimandano alla parola chiave posizionata sulla mappa, o che ti aiutano a ricordare il concetto. Già questo ti aiuterà a ricordare meglio le informazioni.

E hai fatto!

I 4 passi che devi conoscere per costruire una mappa mentale che funziona

Comodo vero?

Avresti mai pensato di poter riassumere in un unico foglio l’intera Seconda Guerra Mondiale?

Immagina come puoi sfruttare questa capacità per quelli che sono gli argomenti di tuo interesse…

 

Suggerimenti Bonus

Arrivato a questo punto, hai imparato quali sono i passaggi per costruire una mappa mentale efficace.

Sai come organizzare le informazioni, e come posizionare le parole sui rami, partendo dall’argomento principali e andando sempre più nello specifico.

Ma le linee della mappa come devono essere? Cambia qualcosa se sono dritte o curve?

1) Non lasciare spazi vuoti alla fine dei rami

I 4 passi che devi conoscere per costruire una mappe mentale che funziona

Eliminare gli spazi bianchi in fondo ai rami facilita il ricordo e ti permette di gestire al meglio lo spazio sul foglio.

2) Puoi scrivere sia sopra che sotto i rami

I 4 passi che devi conoscere per costruire una mappa mentale che funziona

Se hai bisogno di ottimizzare lo spazio ricorda che puoi scrivere più parole sullo stesso ramo e che puoi posizionarle anche sotto il rame, in modo da inserire più parole occupando meno spazio.

 

3) Utilizza linee curve

I 4 che passi che devi conoscere per costruire una mappa mentale che funziona

Quando disegni i rami utilizza sempre linee curve in modo da stimolare l’emisfero destro del cervello. Questo piccolo accorgimento ti permetterà di rimanere maggiormente concentrato su quello che stai facendo e di utilizzare il tempo in maniera più efficiente.

 

4) Non girare il foglio mentre scrivi sui rami

I 4 passi che devi conoscere per costruire una mappa mentale che funziona

A volte scrivendo ti potrà venire la tentazione di girare il foglio per inserire meglio una determinata parola.

Non farlo!

Se giri il foglio durante la scrittura, vorrà dire che dovrai farlo anche durante il ripasso, o quando riutilizzerai la mappa. E visto che lo scopo è quello di utilizzare il tempo nella maniera più efficace possibile, ricordati di mantenere il foglio sempre in orizzontale, senza girarlo.

 

Conclusione

A questo punto sei pronto per iniziare ad usare le mappe mentali per organizzare al meglio le informazioni che ti servono per i tuoi prossimi esami o per le tue future riunioni. Seguendo questi semplici passi, l’apprendimento sarà molto più leggero e meno stressante e risparmierai tempo da dedicare ai tuoi interessi, non sarebbe bello?

Se hai delle domande o delle curiosità, puoi farle nei commenti e ti risponderò il più velocemente possibile in maniera precisa e puntuale.

Questa è solo una delle tecniche che possono facilitare il tuo apprendimento, se vuoi scoprire le altre tecniche iscriviti alla newsletter settimanale compilando il form sottostante

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La lettera di Richard Branson a Victor, un tredicenne dislessico https://www.egoformazione.it/la-lettera-di-richard-branson-a-victor-un-tredicenne-dislessico.html https://www.egoformazione.it/la-lettera-di-richard-branson-a-victor-un-tredicenne-dislessico.html#respond Tue, 14 Jun 2016 18:41:41 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=3020 La dislessia caratterizza molte persone.

Ma spesso la mancanza di informazione e la poca considerazione fa in modo che non venga approcciata in maniera corretta nel periodo scolastico, portando a prestazioni poco soddisfacenti.

Il vero problema, tuttavia, risiede nel fatto che a quei voti scadenti e a quella fatica nel leggere e nello scrivere segue un periodo di abbattimento, in cui ci si ritrova a pensare di non valere nulla, di essere inadatti, di essere stupidi o svogliati.

Niente di tutto ciò è vero, ma purtroppo poche persone riescono a scoprirlo.

Magari tu stesso conosci qualcuno con la dislessia convinto di essere meno intelligente degli altri. Nel caso fagli leggere questo articolo in cui abbiamo tradotto lo scambio di lettere tra Richard Branson e Victor, un tredicenne dislessico che per svolgere i compiti di inglese ha scritto una lettera a una persona famosa.

Richard Branson, se non lo conosci, è un grande imprenditore e fondatore della Virgin.

Ah, anche Richard Branson è dislessico. E se a dire che la dislessia può essere un vantaggio è una persona che ha ottenuto tanto successo, forse conviene leggere le sue parole.

L’articolo originale è in inglese e l’abbiamo tradotto in modo che tutti possano vedere l’approccio che una persona come lui ha nei confronti della dislessia.

Buona lettura.


[Lettera di Victor a Richard Branson]

Caro Signor Richard Branson:

Il mio nome è Victor, e sono un ragazzo di tredici anni. Ho frequentato la Royal Academy a Royal Oak nel Michigan e sono in seconda media. Nel corso di Inglese stiamo scrivendo lettere ad alcuni personaggi famosi, e la prima persona che ho pensato di contattare è lei. Ogni settimana vedo sue foto sul muro del MDI (Centro per la Dislessia del Michigan). Frequento il MDI due volte a settimana e sono quattro anni che ci vado. Ho fatto delle ricerche su di lei e sono meravigliato da tutte le cose che ha ottenuto.

Non ho mai volato con la Virgin Airlines, spero di farlo un giorno. Mi piacerebbe anche avventurarmi in uno dei suoi viaggi nello spazio. Ero molto interessato ad imparare riguardo tutte le cose fighe che ha fatto.

Sono stato meravigliato nel sapere di come ha avuto difficoltà a scuola. A volte mi sento nello stesso modo. Per me scrivere i temi e leggere è difficile e stressante. So che è qualcosa che devo fare, ma il processo è estremamente lungo. Quando mi sento giù di morale, la mia mamma mi ricorda tutte le persone di successo che conosciamo che sono dislessiche, e tutti i loro grandi risultati. Allora so di non essere l’unico ad avere delle difficoltà.

Quando faceva fatica nell’apprendimento, a cosa pensava? Cosa la ispirava e la spingeva ad andare avanti quando si sentiva scoraggiato?

Guardo lei e altri sul muro e mi dico che siete persone come me, e siete diventati famosi. Se rimango forte e persevero posso ottenere risultati proprio come lei. Un giorno spero di avere tanto successo quanto lei.

Sinceramente,

Victor Reid

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La lettera originale in inglese

[La risposta di Richard Branson]

Caro Victor,

Grazie per la tua lettera. Sono molto onorato dal fatto che tu abbia trovato ispirazione nella mia storia. Come te, ho avuto delle difficoltà con la dislessia, e a volte la mia condizione mi ha fatto sentire davvero giù di morale. Non posso dare eccessiva enfasi a quanto fossi incapace a scuola. Non riuscivo a trovare il mio posto, non riuscivo a tenere il passo degli altri e rimasi con la convinzione di essere stupido e pigro.

Non vedendo alcun beneficio nel rimanere all’interno del sistema educativo, ho lasciato la scuola a 16 anni.

Decisamente non ti sto dicendo di abbandonare la scuola. Sembra che tu sia in un’ottima scuola, che provvede bene ai tuoi bisogni di apprendimento – quindi sei a un punto di partenza molto migliore del mio. Semplicemente, non ti preoccupare se trovi le cose difficili… ricordati: la scuola non ti definisce.

Quando ho concluso la scuola per concentrarmi sulla vita da imprenditore, ho rivolto la mia attenzione alle cose in cui potevo vedere rilevanza, ed è successa una cosa meravigliosa: il mio cervello si è aperto, e così ha fatto il mio mondo. Se ti concentri sulle tue passioni, molto probabilmente otterrai grandi cose. 

Io l’ho fatto, e in una bizzarra combinazione del fato, è stata la mia dislessia a spalancarmi la strada per il successo.

Affetto da difficoltà di apprendimento che mi hanno causato problemi con la lettura, con la scrittura e con lo spelling, ho visto le cose in maniera diverse rispetto alla maggior parte delle persone e ho imparato a dare valore alla semplicità. Quando ho fondato Virgin mi sono assicurato che diventasse il fondamento al modo in cui facciamo le cose – e nel farlo sono riuscito a tramutare un grande svantaggio nel mio più grande vantaggio.

Hai la giusta mentalità, quindi ti incoraggio ad andare avanti e perseverare. Non lasciare che nessuno ti dica che non puoi ottenere quello che hai stabilito. Sei più grande della tua disabilità.

Victor, solo perché non prendi buoni voti a scuola, non significa che non prenderai buoni voti nella vita.


Solo perché non prendi buoni voti a scuola, non significa che non prenderai buoni voti nella vita
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Mantieni la testa alta, un sorriso sul volto e un giusto atteggiamento e tutti i tuoi sogni – come i miei – si avvereranno.

Ti auguro tutto il meglio,

Richard Branson.


Sapevi che anche Steve Jobs, Walt Disney, Leonardo da Vinci, Tom Cruise, Albert Einstein, Henry Ford e molti altri erano dislessici?

Se vuoi scoprire cos’è davvero la dislessia e capire come affrontare la situazione al meglio per fare in modo che si ottengano i risultati migliori, iscriviti al DisDay cliccando nell’immagine sotto, l’evento gratuito sulle difficoltà di apprendimento.

La lettera di Richard Branson al tredicenne dislessico

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12 anni di EgoFormazione https://www.egoformazione.it/12-anni-di-egoformazione.html https://www.egoformazione.it/12-anni-di-egoformazione.html#respond Thu, 09 Jun 2016 19:27:39 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=3015 Oggi EgoFormazione compie 12 anni.

E mentre spegniamo le candeline, ho deciso di accompagnarvi in un video alla scoperta della nostra sede.

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Learning Skills: vi racconto il mio secondo weekend https://www.egoformazione.it/learning-skills-vi-racconto-il-mio-secondo-weekend.html https://www.egoformazione.it/learning-skills-vi-racconto-il-mio-secondo-weekend.html#respond Thu, 17 Mar 2016 17:44:21 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=2848 Ci eravamo lasciati due settimane fa quando avevo da poco terminato il mio primo weekend di corso e adesso che l’ho concluso interamente voglio provare a rispondere con te alla domanda che mi è stata fatta più di frequente: “Perché io dovrei iscrivermi al corso?”. E la risposta è stata più o meno così:

 

Il giorno dopo aver scritto il mio ultimo post, mi sono trovato a leggere un articolo dal titolo provocatorio: È possibile installare il sapere nel nostro cervello? in cui veniva presentata questa ricerca secondo la quale in futuro potrebbe essere possibile farsi iniettare informazioni direttamente nel cervello. Un po’ come in Matrix, se hai visto il film.

Ma tralasciamo per un secondo il fatto in sé, non ci interessa se la notizia sia vera o meno. Quello che capisco senza alcun dubbio da una ricerca del genere è che le persone hanno fame di imparare, e vogliono farlo con il minor sforzo possibile. Non è difficile capire perché: le informazioni sono la chiave per tutto, e in un’epoca in cui l’accesso immediato è diventato il non plus ultra del successo, chi ha più chiavi vince. È impossibile da smentire. Soprattutto se pensiamo che ogni due giorni creiamo la stessa quantità di informazioni prodotte dall’inizio della civiltà al 2003. Ogni due giorni, la stessa quantità di informazioni dall’inizio della civiltà al 2003. E a dirlo non sono io, ma Eric Schmidt, CEO di Google dal 2001 al 2011.

Sapendo ciò, oltre al numero di chiavi in nostro possesso, diventa di estrema importanza saperle organizzare. Perché, pensaci, puoi avere tutte le chiavi del mondo, ma se poi non sei in grado di capire quali porte aprono sono soltanto un peso che ti porti dietro.

Bene, è proprio questo che ho avuto il piacere di imparare al corso. Primo weekend: come faccio a ricordare le informazioni che mi servono? Secondo weekend: come faccio ad organizzarle? come faccio ad esporle?

E forse il secondo passaggio è ancora più sorprendente del primo. Organizzare le informazioni, ricordarle nel lungo periodo, divertirsi nell’impararle… E poi?

E poi bisogna dirle queste informazioni, bisogna farle uscire, bisogna utilizzarle, perché tenerle ferme non serve a nulla. Che sia un’interrogazione, una riunione, un libro, alla fine quelle informazioni vanno trasmesse. E ho imparato anche quello. Per prima cosa bisogna saper gestire se stessi (dalle emozioni alla motivazione) e successivamente bisogna gestire il modo in cui presentiamo queste informazioni; bisogna gestire la comunicazione. Ed è affascinante scoprire come utilizzare a proprio vantaggio tutti i tipi di comunicazione: verbale, para-verbale e non verbale.

È senz’altro questa la chiave più importante, quella che ti permette di utilizzare con maggior efficacia tutte le altre.

Forse studiare proprio quelle materie ti riesce difficile, o forse le ricordi solo per pochi giorni. O magari sei bravissimo ed eccelli nel tuo lavoro, ma per farlo non hai tempo di dedicarti agli amici, alla tua famiglia, ad altri tuoi interessi. O forse ancora, vorresti imparare una nuova lingua ma non riesci mai a trovare il tempo o il metodo giusto.  Io rientro in una di queste categorie (amo imparare, e penso non sia una cosa negativa), ma se anche tu puoi identificarti con uno di questi esempi ho io una domanda da farti: sei sicuro di stare gestendo al meglio le tue chiavi?

Io ho imparato a farlo. Grazie al corso.

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Cosa posso fare per te? https://www.egoformazione.it/cosa-posso-fare-per-te-2.html https://www.egoformazione.it/cosa-posso-fare-per-te-2.html#comments Thu, 03 Mar 2016 18:38:16 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=2775 Buonasera,

mi chiamo Simone Schiavo e sono il nuovo Marketing Manager di EgoFormazione. Ovviamente per testare in presa diretta il prodotto su cui andrò a fare l’attività di marketing mi è stata data la possibilità di frequentare il corso. Voglio raccontarti come è andata, ma soprattutto voglio cercare di farti rivivere insieme a me le esperienze e le sensazioni che si provano frequentando questo corso.

Buona lettura, e se poi avrai delle domande sarò felice di risponderti nei commenti.


Cosa posso fare per te?

Queste parole sono le prime parole che vengono in mente quando si tratta di ospitare una persona cara, o quando bisogna prendersene cura. E così anche io, nell’introdurti al mio primo articolo su questo blog, mi sono posto la stessa domanda: “Cosa posso fare per te?” E sono arrivato a una conclusione piuttosto semplice: accompagnarti al meglio in questa lettura, e lasciarti con una domanda ancora più importante a cui io sono riuscito a dare una risposta che mi sta lasciando estremamente soddisfatto.

Quindi cosa posso fare di meglio per te se non raccontarti questi miei primi tre giorni di corso? Ma voglio farlo in un modo diverso dal solito. Non voglio raccontarti il dettaglio delle tecniche di apprendimento, o come costruire una mappa mentale, o lo svolgimento del corso (informazione che puoi trovare facilmente qui); voglio raccontarti il corso parlandoti dei cambiamenti che ho piacevolmente potuto sperimentare io stesso e osservare nei miei compagni di corso.

La prima enorme differenza che ho notato ripensando in questi giorni al corso è  quella tra il silenzioso benvenuto che ci si è dato tra corsisti il venerdì sera e l’allegria, la spensieratezza e la gioia nel salutarsi (tutti per nome) la domenica sera. Un’atmosfera totalmente ribaltata, e una fortuna poter vivere un’esperienza del genere. Allo stesso modo il silenzio delle prime spiegazioni ha lasciato spazio a un turbinio di domande contagioso. Un circolo virtuoso che nel chiarire la curiosità di uno chiariva la curiosità o l’incertezza di tutti gli altri. Come dovrebbe essere un’aula! Il modo giusto di apprendere.

Ma la differenza che per me è stata più illuminante (il motivo per cui ho scritto questo articolo) è stata questa: il cambio di mentalità. Totale. Nell’arco di tre giorni ho potuto osservare un totale sconvolgimento di quelle che erano le aspettative, di quelle che erano le curiosità, di quelle che erano le proposte.

Ma andiamo con ordine. Hai delle curiosità sul corso o sulla sua utilità? Continua a seguirmi, perché non sei l’unico. Essere curioso è giusto. Bene, ti dico questo, dopo solo tre giorni la domanda che si sentiva non era più: “Ma il corso servirà davvero a qualcosa?”, bensì: “Sarò abbastanza bravo da applicarmi?”.

In soli tre giorni le insicurezze legate all’efficacia del corso erano svanite, polverizzate, e quello che era rimasto, di tanto in tanto, era una lieve incertezza sulle proprie capacità. Che più ci penso e più mi rendo conto quanto è fenomenale questo fatto.

Ovviamente un cambio del genere, una consapevolezza del genere, ha lasciato lo spazio a un numero sempre crescente di domande. Ed è stato sorprendente ascoltare come le domande non fossero incentrate su argomenti appena spiegati, ma su come io che faccio la domanda posso applicare quello che ho imparato nella mia vita di tutti i giorni.

“Ma come lo uso per imparare una nuova lingua?”. “E per ricordarmi tutti gli articoli come faccio?”. “E se io volessi imparare questa nuova materia, come potrei fare?”. “E se devo dare un esame?”.

E ad ogni puntuale risposta si poteva leggere la soddisfazione genuina nel capire che davvero tutto quello che si impara è applicabile per se stessi. E fin da subito. E può portare enormi benefici.

Siamo letteralmente sommersi dalle informazioni. Ogni giorno il nostro cervello viene assalito da un numero di immagini, lettere e audio che neanche possiamo contare. Affrontarle al meglio porta da subito vantaggi estremamente tangibili.

Prova a pensarci, immagina di poter imparare e ricordare quello che ti serve per qualsiasi cosa ti interessi dieci volte più velocemente? Come investiresti il tempo risparmiato?

Ecco, è questa l’aria che si respira al corso. La stessa aria che ho respirato anche io e che non vedo l’ora di continuare a respirare tra poco più di una settimana, nel weekend conclusivo. La stessa aria che ti auguro di respirare presto.

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