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Origini di aziende famose

Questa settimana vogliamo presentare la sede di via Buozzi 23 a Vimodronde dove, nel giugno del 2004, siamo nati e dove si è tenuto il primo corso in assoluto nel luglio del 2004.

Le origini di egoformazione                  Le origini di egoformazione

Io venivo fuori da 7 anni di HRD Training Group, il gruppo di collaboratori era composto da ragazzi giovani, dalla mia socia nonché mia sorella Melania Sposito e dagli amici di DM Brain Davide e Mario che ci ospitavano e ci hanno permesso nel primo anno di attività di riuscire comunque a partire.

Era tutto nuovo, come imprenditore, come formatore e come uomo mi trovavo a vivere una situazione di incertezza incredibile.

C’era solo una cosa di cui ero certo: la bontà del prodotto he vendevo, i corsi di memoria e lettura veloce, e la mia capacità di vendere.

Ci siamo tutti rimboccati le maniche e come da tradizione abbiamo organizzato la prima presentazione del corso Learning Skills di martedì 15 giugno allo Star Hotel Ritz di Milano perché la sede di Vimodrone era troppo fuori mano.

Abbiamo invitato chiunque, volantinato per la strada, telefonato ad amici parenti conoscenti per fare in modo che fosse un buon inizio: 6 persone in tutto. Troppo poche ma 3 decisero di fare il corso di luglio, regalandone qualcuno a degli amici, facendo qualche sconto e invitando qualche ex corsista di HRD a rifrequentare abbiamo fatto un corso con 15 partecipanti.

Sarebbe bello raccontarvi che da quel momento tutto è andato alla grande e abbiamo riempito un corso al mese con 60 persone, purtroppo invece la strada è stata in salita fino al 2006.

Il picco minimo lo abbiamo toccato nel febbraio del 2005, io avevo fatto 2 mesi prima un brutto incidente in moto, la situazione era bruttina e 2 braccia ingessate non aiutavano.

Abbiamo fatto un corso con 3 partecipanti.

Lo avremmo potuto annullare invece abbiamo fatto lo stesso perché volevo un riferimento.

Cosa ho imparato in quella sede e in quel periodo? Si può fare.

È stata dura. Abbiamo cambiato sede perché eravamo troppo fuori mano e nel 2006 siamo arrivati nella nostra sede storica di via Piacenza che amiamo tanto, e l’energia generata, insieme a delle scelte imprenditoriali diverse ci hanno portato a costruire la società che siamo oggi, con presentazioni ogni 2 settimane e corsi una volta al mese a Milano; a cui si aggiungono corsi extra a Roma e Reggio Emilia.

La storia di egoformazione

Io amo questo corso e amo questa storia perché mi hanno permesso di essere la persona che sono ora.

Grazie a tutti quelli che hanno reso possibile tutto questo.

 

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Perché prendere appunti a mano ti aiuta a ricordare meglio https://www.egoformazione.it/perche-prendere-appunti-a-mano-ti-aiuta-a-ricordare-meglio.html https://www.egoformazione.it/perche-prendere-appunti-a-mano-ti-aiuta-a-ricordare-meglio.html#respond Thu, 27 Oct 2016 15:10:29 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=24942 Ti capita mai di prendere appunti al computer e faticare nell’applicarci uno studio profittevole?

Al termine della lezione ti senti esaltato e non puoi fare a meno di congratularti con te stesso per l’enorme quantità di appunti che sei riuscito a trascrivere in quelle poche ore. Pagine e pagine di spiegazione impresse nero su bianco e salvate in formato digitale così da poterle comodamente recuperare nel momento desiderato. Te lo ripeti nella testa: se prendo appunti in questo modo, l’esame non potrà che andare in maniera superba.

Ma poi qualcosa succede.

Qualche settimana dopo riapri il tuo file per prepararti allo studio, e improvvisamente quegli appunti non sembrano più così perfetti. Quelle pagine e pagine accumulate per ogni singola lezione si sono trasformate in più di 100 pagine di soli appunti (e ancora mancano tre settimane alla fine del corso!), inoltre gli stessi concetti sono ripetuti in continuazione e spesso manca un senso logico che connetta i vai paragrafi.

Dopo due ore dedicate all’analisi degli appunti ti rendi conto che stai ancora cercando di sistemarli, e che sei solo alle prime pagine, e quindi, sconfortato dagli scarsi risultati, inizi chiederti cosa puoi fare.

Come puoi trovare un metodo più efficace per prendere appunti e non scoraggiarti prima di iniziare lo studio vero e proprio?

Analizziamo un metodo tanto semplice da sorprenderti…

 

4 RAGIONI PER CUI PRENDERE APPUNTI A MANO AIUTA A RICORDARE MEGLIO 

 

Ti ricordi i “bei vecchi tempi” delle medie e delle elementari in cui prendere appunti a mano era la norma?

A sostenere l’efficacia di questa pratica si è aggiunta un’autorevole ricerca pubblicata sullo Psychological Science da Pam Mueller (Università di Princeton) e Daniel Oppenheimer (Università della California) dall’eloquente titolo  The Pen Is Mightier Than the Keyboard che ha rivelato come prendere appunti a mano porta più benefici di quelli che potresti immaginare.

 

1. Sei costretto a scegliere le cose più importanti

Perché prendere appunti a mano ti aiuta a ricordare meglio
Prendendo appunti a computer ti sarai sicuramente reso conto che molto di frequente gli appunti che prendi sono molti di più rispetto a quelli che ti servono.

E nonostante questa pratica possa in qualche modo calmare l’ansia tipica dello studente che vive nel costante terrore di essersi perso “qualcosa di importante”, avere pacchi e pacchi di appunti da studiare (che si aggiungono a libri, slide, riassunti,…) non è certo il miglior modo per ottimizzare i tempi di studio.

Scrivendo a mano, all’opposto, per limiti fisici si è impossibilitati a trascrivere con esattezza ogni parola pronunciata dal professore e per questa ragione si è costretti a scegliere solo i concetti più importanti e gli esempi più significativi tralasciando le inutili ripetizioni e le divagazioni non pertinenti al tema del corso.

In questo modo, fin dalla primissima fase di acquisizione dei dati, si innesca un meccanismo di analisi critica ed elaborazione che facilita il ricordo. Inoltre, è più facile studiare da appunti essenziali presi da noi stessi o da un flusso continuo di parole ininterrotte che devono per forza di cose essere prima rielaborati?

 

2. Il computer aumenta le distrazioni

Perché prendere appunti a mano ti aiuta a ricordare meglio

 

Sei sulla tua banco intento a prendere appunti. Bottiglietta d’acqua vicina, libro nello zaino in caso di emergenza. Nel bel mezzo di un’altra lezione. Ma all’improvviso una notifica sul computer distoglie la tua attenzione (grazie Whatsapp Web!) e la tua attenzione viene puntualmente spostata dalla materia a tutt’altro argomento e ti convinci a rispondere a quel messaggio, “ma solo a questo, poi basta”. Quindi ricominci a seguire, sperando di non avere troppe difficoltà, ma la lezione non ti appassiona, il professore non riesce a prenderti e la tentazione è troppo forte… una sbirciatina veloce su Facebook per vedere cosa c’è di nuovo e poi si riparte.

Il problema di questo approccio è che ogni distrazione ti costa molto più di quei pochi secondi (o forse minuti?) persi effettivamente controllando i vari social o rispondendo a qualche messaggio.

Un’approfondita ricerca portata avanti da Gloria Mark (Università della California), Daniela Gudith e Urlich Klocke (Università Humboldt) ha misurato il costo delle distrazioni. Secondo lo studio, le distrazioni non influiscono solo sul tempo effettivo dedicato a svolgere un altro compito, ma influiscono in modo negativo sulla nostra concentrazione per circa 25 minuti (23 minuti e 15 secondi per l’esattezza).

In altre parole, quei 30 secondi impiegati a postare su Snapchat equivalgono a 25 minuti di distrazione.

Appare quindi evidente come limitare al massimo le distrazioni si traduce in un istantaneo incremento della produttività, un piccolo accorgimento che puoi applicare al tuo studio per risparmiare un’enorme quantità di tempo.

Anche in questo campo, prendere appunti a mano limita le distrazioni al fare qualche scarabocchio sul foglio mentre il computer e il tablet… Lo sai bene.

 

3. Aiuta a mantenere in forma il tuo cervello

Perché prendere appunti a mano ti aiuta a ricordare meglio

È sempre più comune vedere bambini di pochi anni utilizzare un iPad con la disarmante semplicità di chi ha imparato fin da piccolo a rapportarsi con gli strumenti digitali, tanto che in alcune scuole elementari dell’Indiana (negli Stati Uniti) dal 2014 l’insegnamento della scrittura a mano non sarebbe più stato un obbligo.  Tuttavia, l’abbandono di questa pratica ha molti risvolti negativi.

La professoressa Virginia Berginger (Università di Washington) evidenzia come la scrittura a mano sia completamente diversa da quella a computer per il fatto che la prima richiede l’esercizio sequenziale di una serie di movimenti per formare una lettera, mentre la seconda si risolve nella semplice pressione di un bottone sulla tastiera.

Questa differenza è importante perché gli studi sul cervello hanno dimostrato che i movimenti sequenziali delle dita attivano regioni collegate al pensiero, al linguaggio e alla memoria. Questo allenamento cerebrale, questa stimolazione neurale, non si verifica nella scrittura a computer e di conseguenza non si verificano i benefici associati.

 

4. Aiuta ad imparare prima un nuovo linguaggio

Perché prendere appunti a mano ti aiuta a ricordare meglio

Uno studio pubblicato nel 2008 dal Dr. James sul Journal of Cognitive Neuroscience ha dimostrato i benefici della scrittura a mano durante l’apprendimento di un nuovo linguaggio.

Ciò che sorprende maggiormente del suo studio è che gli stessi benefici non valgono solo per una nuova lingua, come il cinese, ma per un qualsiasi linguaggio che utilizza caratteri differenti da quelli a cui siamo abituati, come ad esempio la musica o la chimica.

Queste sono le principali ragioni per cui prendere appunti a mano è più conveniente rispetto al prendere appunti con un computer, ma posso già vederti obiettare dicendo che tu sei troppo lento a scrivere, e la tua mano e il tuo polso non riescono a sopportare ore e ore di appunti ininterrotti.

 

Esiste un metodo ancora più efficace del prendere appunti in modo lineare a mano?

La risposta è sì. Le mappe mentali, uno strumento ideato dallo psicologo inglese Tony Buzan che ha il grande vantaggio di stimolare contemporaneamente sia l’emisfero destro che quello sinistro del cervello, dando qui la possibilità di mantenere una concentrazione elevata per ampi intervalli di tempo.

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Ti piacerebbe riassumere in un unico foglio un intero capitolo da studiare o un’intere ore di appunti? Ti piacerebbe studiare in maniera efficace da quegli appunti?

Leggi la guida di EgoFormazione su come creare una mappa mentale in 4 passi e inizia ad applicarle fin da subito ai tuoi studi per migliorare comprensione e acquisizione delle informazioni e organizzarle in modo pratico e veloce.

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Cosa vuol dire avere un atteggiamento giusto https://www.egoformazione.it/cosa-vuol-dire-avere-un-atteggiamento-giusto.html https://www.egoformazione.it/cosa-vuol-dire-avere-un-atteggiamento-giusto.html#respond Thu, 23 Jun 2016 17:59:52 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=3071 Spesso ai corsi diciamo quanto è importante avere un atteggiamento giusto per ottenere i risultati che meritiamo.

Ecco qui un esempio di cosa significa avere un atteggiamento vincente:

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La magia del metodo https://www.egoformazione.it/la-magia-del-metodo.html https://www.egoformazione.it/la-magia-del-metodo.html#respond Thu, 10 Mar 2016 16:38:20 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=2840 Sono parecchi giorni che per diversi motivi ho incontrato o sentito telefonicamente persone che hanno fatto il corso Learning Skills (che quando alcune di queste persone lo hanno fatto si chiamava in maniera diversa) con me qualche anno fa, alcuni di questi hanno anche collaborato.

Da queste persone ho ricevuto uno dei doni più belli che si possa ricevere facendo il mio mestiere: la restituzione di quanto per loro è stato utile applicare ciò che hanno imparato al corso .

Qualcuno a distanza di 15 anni usa la tecnica dei nomi e visi con i propri clienti, qualcun altro progetta il proprio futuro con le mappe mentali e qualcun altro sfrutta le cose imparate in collaborazione per fare la differenza nel proprio lavoro attuale.

La restituzione più bella l’ho ricevuta via Whatsapp e ve la riposto qui.

Quando mi fermo e penso a quello che uso del corso di memoria mi sento molto fiero e grato. Anche in questi giorni che sono ad un congresso molto importante dal quale probabilmente si deciderà una nuova avventura della mia carriera professionale, mi affido agli strumenti imparati. Ma la cosa bella è che non lo faccio oggi in via straordinaria, applico quotidianamente quello che so da 15 anni. Grazie Giovi, sii fiero del lavoro che fai e di come lo fai!

Ecco questo è il motivo principale per cui 19 anni fa ho deciso di fare questo lavoro.

Grazie a tutti quelli che applicano e mettono il loro impegno per fare la differenza per se stessi usando al meglio le proprie risorse attraverso un metodo alternativo che hanno cercato, applicato e fatto loro.

E a proposito di metodo, guardate uno che di metodo se ne intende visto cosa è in grado di fare con quella palla. Ladies & Gentleman Stephen Curry:

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Memoria e Allenamento https://www.egoformazione.it/memoria-e-allenamento.html https://www.egoformazione.it/memoria-e-allenamento.html#respond Thu, 26 Nov 2015 08:53:25 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=2431 Tutto muscoli e niente cervello? Non proprio!!
Il celebre luogo comune viene sfatato da numerosi studi!

Sembra infatti che le persone fisicamente allenate siano predisposte ad avere anche un cervello più allenato.

All’università dell’Illinois alcuni ricercatori hanno dimostrato che tra i bambini di 9-10 anni, chi fa più attività aerobica presenta nel cervello una materia bianca più compatta e fibrosa, segno che le varie regioni cerebrali comunicano tra di loro meglio e più velocemente.
Bambini con un più alto livello di allenamento aerobico mostrano maggiori volumi di materia grigia in regioni cerebrali importanti per la memoria e l’apprendimento , spiega Laura Chaddock-Heyman, autrice principale dello studio.

Per farlo i ricercatori hanno prima di tutto selezionato un campione omogeneo di 24 bambini con uno status socio-economico simile, un QI nella norma e nessuna difficoltà nota di apprendimento.
Quindi li hanno sottoposti a dei test di allenamento aerobico per verificare il livello di fitness di ciascuno. Infine hanno utilizzato una particolare tecnica di imaging, detta del tensore di diffusione, per verificare come l’acqua si diffondeva nei tessuti in cinque tratti di materia bianca all’interno del cervello.

Nei bambini più allenati la diffusione risultava minore, segno che la materia bianca era più fibrosa e compatta. Questo a sua volta significa che i collegamenti tra le varie aree del cervello sono migliori, il che migliora le performance.
Le differenze più marcate sono state identificate nel corpo calloso, che collega gli emisferi destro e sinistro del cervello, nel fascicolo arcuato longitudinale superiore, che collega i lobi frontale e parietale, e infine nella corona radiata, che collega la corteccia al tronco cerebrale.

“Tutti questi tratti hanno dimostrato di avere un ruolo fondamentale nell’attenzione e nella memoria“, spiega la ricercatrice.
Studi precedenti svolti nello stesso laboratorio avevano trovato una relazione tra la forma fisica e l’integrità della materia bianca negli adulti. Quindi essere in forma conferisce effetti positivi sulla materia bianca nel corso di tutta la vita.

Al Georgia Institute of Technology, un nuovo studio fornisce inoltre nuove prove e sposta l’attenzione dall’esercizio aerobico (corsa, cyclette, nuoto) a quello anaerobico (piegamenti, sollevamento pesi etc). E ci consegna un risultato molto interessante: bastano 20 minuti di sforzo per veder migliorare la propria memoria a lungo termine di eventi passati del 10 per cento.

Nonostante tutto questo abbia senso c’è ancora una domanda che rimane da porsi: “Come può un’attività che allena gambe o braccia aiutarci a ricordare meglio chi abbiamo visto e cosa abbiamo fatto giorni prima? “

Il segreto, secondo i ricercatori, sarebbe tutto in quel piccolo stress che anche un breve esercizio fisico genera nel nostro corpo.
In seguito a questo, verrebbe rilasciata una maggior quantità di noradrenalina, un ormone che rafforza la memoria.

Che a fare sport ne guadagni non solo la salute del corpo, ma anche quella della mente, non è cosa nuova.

Giovenale (Satire, X, 356) scrivendo la sua celebre locuzione “mens sana in corpore sano”, spesso erroneamente interpretata, non intendeva però suggerire che in un corpo sano c’è sicuramente una mente sana, ma che bisogna pregare affinchè gli Dei ci concedano l’uno e l’altra.
Questo nasce infatti dall’idea di Aristotele, che sosteneva che mente e corpo possono crescere soltanto insieme, ma allenati e sforzati in momenti separati, per evitare che lo sforzo di una vanifichi e/o impedisca l’altro e perché possano supportarsi a vicenda.

Se infatti siamo dotati di entrambi è nostro compito allenarci da tutti i punti di vista per fare in modo di performare al meglio, sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista mentale.

Buon allenamento!!

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