La lettera di Richard Branson a Victor, un tredicenne dislessico
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14 giugno 2016 - 20:41, by , in Dislessia, No comments

La dislessia caratterizza molte persone.

Ma spesso la mancanza di informazione e la poca considerazione fa in modo che non venga approcciata in maniera corretta nel periodo scolastico, portando a prestazioni poco soddisfacenti.

Il vero problema, tuttavia, risiede nel fatto che a quei voti scadenti e a quella fatica nel leggere e nello scrivere segue un periodo di abbattimento, in cui ci si ritrova a pensare di non valere nulla, di essere inadatti, di essere stupidi o svogliati.

Niente di tutto ciò è vero, ma purtroppo poche persone riescono a scoprirlo.

Magari tu stesso conosci qualcuno con la dislessia convinto di essere meno intelligente degli altri. Nel caso fagli leggere questo articolo in cui abbiamo tradotto lo scambio di lettere tra Richard Branson e Victor, un tredicenne dislessico che per svolgere i compiti di inglese ha scritto una lettera a una persona famosa.

Richard Branson, se non lo conosci, è un grande imprenditore e fondatore della Virgin.

Ah, anche Richard Branson è dislessico. E se a dire che la dislessia può essere un vantaggio è una persona che ha ottenuto tanto successo, forse conviene leggere le sue parole.

L’articolo originale è in inglese e l’abbiamo tradotto in modo che tutti possano vedere l’approccio che una persona come lui ha nei confronti della dislessia.

Buona lettura.


[Lettera di Victor a Richard Branson]

Caro Signor Richard Branson:

Il mio nome è Victor, e sono un ragazzo di tredici anni. Ho frequentato la Royal Academy a Royal Oak nel Michigan e sono in seconda media. Nel corso di Inglese stiamo scrivendo lettere ad alcuni personaggi famosi, e la prima persona che ho pensato di contattare è lei. Ogni settimana vedo sue foto sul muro del MDI (Centro per la Dislessia del Michigan). Frequento il MDI due volte a settimana e sono quattro anni che ci vado. Ho fatto delle ricerche su di lei e sono meravigliato da tutte le cose che ha ottenuto.

Non ho mai volato con la Virgin Airlines, spero di farlo un giorno. Mi piacerebbe anche avventurarmi in uno dei suoi viaggi nello spazio. Ero molto interessato ad imparare riguardo tutte le cose fighe che ha fatto.

Sono stato meravigliato nel sapere di come ha avuto difficoltà a scuola. A volte mi sento nello stesso modo. Per me scrivere i temi e leggere è difficile e stressante. So che è qualcosa che devo fare, ma il processo è estremamente lungo. Quando mi sento giù di morale, la mia mamma mi ricorda tutte le persone di successo che conosciamo che sono dislessiche, e tutti i loro grandi risultati. Allora so di non essere l’unico ad avere delle difficoltà.

Quando faceva fatica nell’apprendimento, a cosa pensava? Cosa la ispirava e la spingeva ad andare avanti quando si sentiva scoraggiato?

Guardo lei e altri sul muro e mi dico che siete persone come me, e siete diventati famosi. Se rimango forte e persevero posso ottenere risultati proprio come lei. Un giorno spero di avere tanto successo quanto lei.

Sinceramente,

Victor Reid

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La lettera originale in inglese
[La risposta di Richard Branson]

Caro Victor,

Grazie per la tua lettera. Sono molto onorato dal fatto che tu abbia trovato ispirazione nella mia storia. Come te, ho avuto delle difficoltà con la dislessia, e a volte la mia condizione mi ha fatto sentire davvero giù di morale. Non posso dare eccessiva enfasi a quanto fossi incapace a scuola. Non riuscivo a trovare il mio posto, non riuscivo a tenere il passo degli altri e rimasi con la convinzione di essere stupido e pigro.

Non vedendo alcun beneficio nel rimanere all’interno del sistema educativo, ho lasciato la scuola a 16 anni.

Decisamente non ti sto dicendo di abbandonare la scuola. Sembra che tu sia in un’ottima scuola, che provvede bene ai tuoi bisogni di apprendimento – quindi sei a un punto di partenza molto migliore del mio. Semplicemente, non ti preoccupare se trovi le cose difficili… ricordati: la scuola non ti definisce.

Quando ho concluso la scuola per concentrarmi sulla vita da imprenditore, ho rivolto la mia attenzione alle cose in cui potevo vedere rilevanza, ed è successa una cosa meravigliosa: il mio cervello si è aperto, e così ha fatto il mio mondo. Se ti concentri sulle tue passioni, molto probabilmente otterrai grandi cose. 

Io l’ho fatto, e in una bizzarra combinazione del fato, è stata la mia dislessia a spalancarmi la strada per il successo.

Affetto da difficoltà di apprendimento che mi hanno causato problemi con la lettura, con la scrittura e con lo spelling, ho visto le cose in maniera diverse rispetto alla maggior parte delle persone e ho imparato a dare valore alla semplicità. Quando ho fondato Virgin mi sono assicurato che diventasse il fondamento al modo in cui facciamo le cose – e nel farlo sono riuscito a tramutare un grande svantaggio nel mio più grande vantaggio.

Hai la giusta mentalità, quindi ti incoraggio ad andare avanti e perseverare. Non lasciare che nessuno ti dica che non puoi ottenere quello che hai stabilito. Sei più grande della tua disabilità.

Victor, solo perché non prendi buoni voti a scuola, non significa che non prenderai buoni voti nella vita.

Solo perché non prendi buoni voti a scuola, non significa che non prenderai buoni voti nella vita Condividi il Tweet

Mantieni la testa alta, un sorriso sul volto e un giusto atteggiamento e tutti i tuoi sogni – come i miei – si avvereranno.

Ti auguro tutto il meglio,

Richard Branson.


Sapevi che anche Steve Jobs, Walt Disney, Leonardo da Vinci, Tom Cruise, Albert Einstein, Henry Ford e molti altri erano dislessici?

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La lettera di Richard Branson al tredicenne dislessico

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